dal Discorso di Sua Santità Pio XII alle Pontificie Opere Missionarie (24 giugno 1944)

Vi è forse una più aperta manifestazione della profonda coscienza che la Sposa di Cristo ha della sua missione per tutte le regioni e per tutti i popoli, che la sua azione missionaria degli ultimi secoli? Certamente la idea della cattolicità è stata sempre viva nella Chiesa, la quale, fedele al mandato del divino Fondatore: «Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura» (Marc. 16, 15), ha posto mano al lavoro missionario sempre e dovunque porte fino allora chiuse alla predicazione evangelica le venivano aperte. Così, dopo essersi fatta maestra di verità alle genti dell’antico Impero romano, guadagnò alla fede e alla carità di Cristo i popoli germanici e anglosassoni, e quindi le varie popolazioni slave, magiare e finniche; anzi già avanti il secolo XVI fondò le prime chiese in Cina, all’estremo Oriente, come nella Groenlandia e nelle isole Canarie o Fortunate, all’estremo Occidente. Ma l’opera di evangelizzazione non poté naturalmente avere il suo pieno svolgimento se non all’epoca delle grandi e definitive scoperte — intorno al 1500 —, dando origine a quel movimento missionario, nel senso più proprio e specifico, che poi nell’antico e nel nuovo mondo è venuto sempre più allargandosi e diffondendosi, per divenire un potente movimento popolare, in quanto attrae nella sua sfera tutte le classi, particolarmente le più umili, della società cristiana e tutti i figli della Chiesa infervora a contribuire nelle più svariate forme alla propagazione della Fede. Questo movimento richiama alla Nostra mente il ricordo dell’entusiasmo per le Crociate, che dalla fine del secolo undecimo a quasi tutto il decimoterzo tenne in ansiosa aspettazione l’Occidente cristiano. Eppure Ci sembra che la storia futura porrà l’opera missionaria dell’era moderna ancor più in alto che le gesta dei Crociati nel Medio evo. Le Crociate tendevano a conseguire la loro meta per lo più con le armi dei guerrieri e dei politici. L’opera missionaria lavora con la spada dello spirito (Eph. 6, 17), della verità, dell’amore, dell’abnegazione, del sacrificio. Le Crociate si proponevano la liberazione della Terra Santa, e particolarmente del Sepolcro di Cristo, dalle mani degl’infedeli: fine senza dubbio quanto mai nobile ed elevato! Oltre a ciò, esse storicamente dovevano servire a difendere la fede e la civiltà dell’Occidente cristiano contro l’Islam. L’opera missionaria non si ferma ad assicurare e proteggere le sue posizioni. Il suo scopo è di fare di tutto il mondo una Terra Santa. Essa mira a portare il regno del Redentore risorto, a cui è stata data ogni potestà in cielo ed in terra (cfr. Matth. 28, 18), il suo impero sui cuori, attraverso tutte le regioni sino all’ultima capanna e all’ultimo uomo, che abita il nostro pianeta.

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fonte https://www.vatican.va/content/pius-xii/it/speeches/1944/documents/hf_p-xii_spe_19440624_opere-missionarie.html