di San Tommaso d’Aquino

«Marta rispose: «Sì, Signore, ho sempre creduto che tu sei il Cristo, il Figliuolo di Dio, che sei venuto in questo mondo» (Gv. XI, 27). Questa risposta sembra invero poco pertinente rispetto a ciò che il Signore aveva detto. Egli aveva infatti detto: «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv. XI, 26), e successivamente aveva chiesto se ella credesse a questo. La donna tuttavia non rispose: «Credo che tu sei la risurrezione e la vita», bensì: «Sì, Signore, ho sempre creduto che tu sei il Cristo, il Figliuolo di Dio, che sei venuto in questo mondo». Ciò viene spiegato in due modi. Crisostomo infatti dice che questa donna, non comprendendo le elevate parole del Signore, quasi stupefatta, rispose dicendo: «Signore, io non comprendo ciò che dici, cioè che tu sei la risurrezione e la vita, ma ho sempre creduto questo: che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivo». Agostino invece dice che la donna rispose così perché ciò che ella dice è il fondamento di tutte le premesse fatte dal Signore; come se dicesse: «Qualsiasi cosa tu dica sulla tua potenza e sull’effetto della salvezza, io la credo tutta: poiché io credo ciò che è superiore e radice di tutto, ovvero che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivo». Questa confessione di Marta è dunque perfetta. Ella confessa infatti la dignità di Cristo, la sua natura e la sua opera, cioè l’incarnazione. La dignità, sia regia sia sacerdotale, la confessa quando dice: «Tu sei il Cristo». Il termine greco Cristo sgnifica unto in latino. Vengono unti i re e i sacerdoti: Cristo è dunque re e sacerdote. Onde l’Angelo in Luca II, 11: “Oggi è nato per noi un Salvatore, che è il Cristo Signore”. Ed egli è veramente e in modo unico il Cristo, poiché gli altri vengono unti con olio visibile, egli invece con olio invisibile, cioè dallo Spirito Santo, e in misura più abbondante rispetto a tutti gli altri»

 Super Io., cap. 11 l. 4

>>>SANTA MARTA<<<


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