Nella solennità del Preziosissimo Sangue condividiamo coi Lettori le seguenti parole di San Tommaso d’Aquino, Dottore Eucaristico, sulla formula della consacrazione del vino1.

Con le prime parole, «Questo è il calice del mio sangue», si significa la conversione stessa del vino in Sangue, nel modo in cui si è detto per la forma della consacrazione del pane; con le parole successive, «della nuova ed eterna alleanza: mistero della fede: che sarà versato per voi e per molti in remissione dei peccati», invece, viene designata la virtù del sangue versato nella passione, che opera in questo sacramento. E questa virtù è ordinata a tre cose. In primo luogo, e principalmente, al conseguimento dell’eredità eterna, secondo quanto dice Ebrei X: «Abbiamo piena fiducia di entrare nel santuario per mezzo del suo sangue». E per designare questo si dice: «della nuova ed eterna alleanza». In secondo luogo, alla giustizia della grazia, che avviene per mezzo della fede, secondo quanto dice Romani III: «Dio lo ha prestabilito come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia e per essere giusto e giustificare chi ha fede in Gesù Cristo». E per quanto riguarda questo si aggiunge: «mistero della fede». In terzo luogo, a rimuovere gli impedimenti di entrambe le cose suddette, cioè i peccati, secondo quanto dice Ebrei IX: «Il sangue di Cristo purificherà la nostra coscienza dalle opere morte», cioè dai peccati. E per quanto riguarda questo si aggiunge: «che sarà versato per voi e per molti in remissione dei peccati».

Summa Theologiae, III, q. 78 a. 3


  1. N.B. Nella messa nuova le formule consacratorie delle specie eucaristiche sono state cambiate. Vedi: Breve esame critico del Novus Ordo Missae; Considerazioni di don M. Tranquillo sulla nuova traduzione italiana del Messale di Paolo VI; La modifica delle formule sacramentali da Paolo VI al responso della CDF ↩︎


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