di Giustino di Mieckow O.P. (1591-1649)

In tutte queste angustie, tribolazioni, oppressioni e tormenti, un grande sollievo e refrigerio per quelle anime è la Beata Vergine Maria. Ciò è provato da molte testimonianze e miracoli dei santi, e dall’esperienza di coloro che, condannati a quelle fiamme del purgatorio, o hanno sentito essi stessi il refrigerio o, avendolo ottenuto da altri, lo hanno raccontato e testimoniato con fede certa.

Il nostro san Vincenzo Ferreri, nel Sermone 2 sulla Natività, scrive: “Maria è buona verso coloro che si trovano in purgatorio, perché per mezzo di Lei le anime là trattenute ricevono suffragio”.

San Bernardino da Siena, soffermandosi su quelle parole dell’Ecclesiastico (24, 8) «E camminai sulle onde del mare», nel Sermone 2 sul glorioso nome di Maria, art. 2, afferma così: “La Beata Vergine detiene il dominio nel regno del purgatorio, perciò dice: «E camminai sulle onde del mare». La pena del purgatorio è detta infatti ‘onda’ perché è transitoria, ma si aggiunge ‘del mare’ perché è indubbiamente amara. Da questi tormenti la Beata Vergine libera soprattutto i suoi devoti” […]

Bernardino de Bustis, insigne elogiatore della Vergine Madre di Dio dell’Ordine dei Minori, racconta nel suo Mariale che la Beata Vergine Maria, sul punto di morire e di andare in cielo, chiese al Figlio di poter condurre con sé alla gloria celeste le anime che erano trattenute in purgatorio; cosa che Ella ottenne, come asserisce chiaramente Giovanni Cancelliere parigino nel Trattato 4 sul Magnificat […] Non affermerei questo se non avessi di ciò un testimone superiore a ogni eccezione, vale a dire san Pietro Damiani, chiarissimo per dottrina, santità e autorità degli scritti […]

Ma anche al di fuori del giorno della sua Assunzione, la Beata Vergine Maria soccorre più spesso le anime trattenute in purgatorio e le libera da quei dolorosissimi tormenti, specialmente in quei giorni in cui la Chiesa celebra le sue solennità e nel giorno del Natale del Signore, nel quale Ella diede a questo mondo il Salvatore del mondo, il Figlio di Dio rivestito di carne umana. In questi giorni, dico, la Beata Vergine Maria è solita visitare quelle anime misere e afflitte, e si degna di strappare molte di esse dai tormenti e di elevarle in cielo […]

Infine, la Beata Vergine, esigendolo la divina giustizia e la sua giustissima volontà, non strappa subito le anime da quelle fiamme purgatrici, tuttavia con le sue preghiere e i suoi meriti fa sì che quelle pene siano per loro rese più lievi, più brevi e più ridotte; cosa che opera la sua somma pietà e propensione verso quelle anime e la sua somma potenza e autorità presso il Figlio. [1]

Perciò la Chiesa cattolica, quando prega per i defunti, raccomanda più intensamente alla Beata Vergine Maria tutte le anime fedeli che sono passate da questo mondo. «Per intercessione», dice la Chiesa, «della Beata Maria sempre Vergine, insieme a tutti i tuoi santi, concedi loro di giungere al consorzio della perpetua beatitudine».

L’Idiota, uomo dottissimo, nel libro delle sue Contemplazioni sulla Vergine, cap. 5, la chiama “il respiro dell’uomo”, poiché come, se si interrompe l’alito, l’uomo non può in alcun modo vivere, così, tolto il patrocinio della Vergine, il peccatore non può vivere spiritualmente. Lo conferma sant’Anselmo nell’orazione di lode alla Vergine: “Come, o Beatissima Vergine, è necessario che muoia chiunque si è allontanato da te ed è da te disprezzato, così è impossibile che perisca chiunque si è volto a te ed è da te guardato”.

Pertanto, quando sei scosso da qualche afflizione o oppresso dalla tristezza, ricorri a Maria, invoca Maria; ti vengano in mente le traversie che Lei stessa ha patito in questa vita. Compatirà gli afflitti Lei che un tempo fu afflitta, ora i mesti Lei che un tempo fu mesta, i poveri Lei che un tempo fu povera. Ella dice più veracemente di Didone: “Esperta dal dolore, ho appreso a soccorrere gli infelici” (Eneide I, 630) [2].

Discursus praedicabiles in Litanias Lauretanas, t. II, Neapoli, 1857, pp. 348-350.


  1. «Da parte sua la piissima Madre non mancherà di intercedere presso Dio, affinché i suoi figli, che nel Purgatorio espiano i loro peccati, raggiungano al più presto la patria eterna, secondo il cosiddetto Privilegio Sabatino, tramandatoci dalla tradizione» (Pio XII, Neminem profecto latet, 11 febbraio 1950) ↩︎
  2. «Il sacro Scapolare di Maria è il vero scudo della Regina del Carmelo, elargito ai suoi militi a riparo dei dardi avvelenati lanciati continuamente durante la vita dagli infernali nemici. Un pio scrittore Carmelitano chiama a proposito l’antica favola dello scudo fatto apprestare da Venere nella fucina di Vulcano a difesa del suo Enea, il quale scudo era di forte tempra che tutti rintuzzava i dardi dei Latini (Eneide VIII). Ma quanto meglio, e non favolosamente, potremo noi dire che Maria SS.ma ha fatto dono di uno scudo portentoso, sovrumano?» (da La Stella del Carmelo, IV, 2, febbraio 1877) ↩︎


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