di Red.

Che nel condurre il loro assalto i cons-moderati (cons-disperati?) siano allo sbaraglio completo è cosa nota, ma ora stiamo entrando nel comico.

Pur su fronti diversi: prima gli argomenti dottrinali zoppi e confutati nei dettagli (vedere qui), poi le leggende, con la storiella di Padre Pio contro Mons. Lefebvre (per la smentita qui e qui), a seguire – naufragata la cosa (con tanto di metti e togli su uno di questi siti) – si è passati all’invocare l’obbedienza francescana, ma anche qui il palo non ha tardato ad arrivare. E se non è stata trascurabile la bufala sull’esodo di sacerdoti e fedeli dalla FSSPX sbandierata prima e dopo le consacrazioni, ora siamo arrivati nientemeno che ai messaggi di don Gobbi, ripresi da un sito medjugoriano (su tutti i problemi del medjugorismo leggere qui).

Andiamo dunque con ordine. Don Stefano Gobbi (1930-2011), sacerdote della diocesi di Como, fondò nel 1972 il Movimento Sacerdotale Mariano (MSM) dopo aver riferito di aver ricevuto una “locuzione interiore” della Madonna durante un pellegrinaggio a Fatima [^1]. Tra il 1973 e il 1997 raccolse oltre 600 di questi messaggi nel volume Ai sacerdoti, figli prediletti della Madonna, noto come “Libro Blu”. Due elementi del caso sono verificabili con fonti indipendenti: le scadenze profetiche confuse o non realizzatesi e l’assenza di un riconoscimento ufficiale da parte della Santa Sede.

Avvertenza metodologica

Prima di entrare nel merito, va segnalato un limite intrinseco a questo tipo di analisi. Il linguaggio delle locuzioni di don Gobbi è per sua natura simbolico e polivalente: espressioni come “trionfo del Cuore Immacolato”, “castigo”, “purificazione” o “nuovi cieli e nuova terra” non hanno un referente empirico univoco, e questo permette – come di fatto è avvenuto – riletture a posteriori che spostano il compimento della profezia su un piano spirituale o “già iniziato ma non ancora compiuto”, sottraendola a una verifica netta. Le fonti favorevoli al movimento citate più sotto (nota 4, ultima parte) offrono un esempio di questo tipo di rilettura, applicata a una veggente diversa ma allo stesso schema del 2000. Per questo motivo le conclusioni che seguono si limitano ai casi in cui i messaggi stessi indicano una scadenza e un contenuto sufficientemente circostanziati da poter essere confrontati con i fatti (una data precisa, un evento pubblico e riconoscibile); restano fuori dall’analisi le affermazioni più generiche o suscettibili di reinterpretazione spirituale, che per costruzione non sono verificabili e su cui quindi non è possibile pronunciarsi con lo stesso grado di certezza. L’obiezione secondo cui tali messaggi sarebbero puramente simbolici, del resto, non elimina il problema ma lo sposta. Se una profezia può essere reinterpretata dopo ogni mancato compimento senza che esista alcun evento storico capace di smentirla, essa perde ogni reale valore predittivo.

1. Le profezie non avverate e le interpretazioni controverse

Il 1998 e il numero della Bestia. Il messaggio n. 407, datato 17 giugno 1989, associa il numero apocalittico 666 (ripetuto tre volte) all’anno 1998, descritto come il momento in cui un’alleanza tra massoneria e settori ecclesiastici avrebbe innalzato un “falso Cristo” e una “falsa Chiesa”, aprendo la strada alla manifestazione dell’Anticristo [^2] [^3]. Il 1998 è trascorso senza che si verificasse un evento storicamente identificabile corrispondente alla manifestazione del falso Cristo, della falsa Chiesa e dell’Anticristo descritta nel messaggio.

Il Giubileo del 2000. Il messaggio n. 532, datato 5 dicembre 1994 (nell’edizione statunitense di To the Priests, Our Lady’s Beloved Sons), collega esplicitamente tre elementi nello stesso periodo: il trionfo del Cuore Immacolato, il ritorno di Gesù nella gloria e l’instaurazione del suo Regno nel mondo, promettendo che i fedeli avrebbero visto “i nuovi cieli e la nuova terra” entro il grande Giubileo del 2000 [^4] [^5]. Il testo stesso, quindi, secondo una lettura letterale non separa il “trionfo del Cuore Immacolato” da un ritorno pubblico e glorioso di Cristo, ma li presenta come un unico evento simultaneo – per cui l’obiezione di alcuni sostenitori del movimento, secondo cui Gobbi avrebbe annunciato solo una nuova fase storica della Chiesa e non la parusia, non appare coerente con la formulazione di questo specifico messaggio. Resta comunque vero che altri messaggi del corpus usano un linguaggio più sfumato sul “trionfo”; una mappatura completa richiederebbe di passare in rassegna tutti i messaggi datati 1994-1997 sul tema, cosa che va oltre lo scopo di questa nota.

La “grande tribolazione”. Messaggi datati 29 settembre 1994 e 14 aprile 1995 parlano rispettivamente di un “grande castigo” imminente affidato a un “piccolo resto” fedele e dell’esaurirsi della possibilità per la Madonna di “trattenere la mano della giustizia di Dio” prima di un castigo purificatore [^6]. Questi passaggi collocano l’evento nello stesso arco temporale (metà anni Novanta-2000) delle altre scadenze citate, senza che si sia poi verificato un evento pubblicamente identificabile come il castigo descritto.

2. La posizione della Chiesa

Nessun pronunciamento di soprannaturalità. Pur tenendo ben presenti i limiti degli atti da parte di autorità infettate dal neomodernismo, non risulta alcun pronunciamento ufficiale della Santa Sede che abbia dichiarato le presunte locuzioni di origine soprannaturale (constat de supernaturalitate); tale giudizio, in via ordinaria, competerebbe anzitutto al vescovo diocesano competente, e non risulta che sia mai stato reso in questi termini [^7].

L’Imprimatur non equivale ad approvazione. Alcuni vescovi hanno concesso l’Imprimatur a edizioni del Libro Blu; questo atto attesta però solo l’assenza di errori dottrinali nel testo (per quanto possa valere da ordinari neomodernisti), non la veridicità dei messaggi come parole della Madonna [^8].

La posizione della CDF, secondo fonti terze. Jimmy Akin, apologeta cattolico, in un articolo pubblicato su Catholic Answers Magazine, scrive che Gobbi aveva “un track record di previsioni sbagliate” riferendosi proprio alla previsione del 2000, e riferisce che esponendi della Congregazione per la Dottrina della Fede avrebbero successivamente comunicato che i suoi messaggi “non sono le parole della nostra Beata Madre, ma le sue meditazioni private” [^5]. Un resoconto più dettagliato, pubblicato da Catholic Culture e ripreso da Catholic Answers Magazine, attribuisce questa richiesta a un alto funzionario della CDF in un colloquio riferito da un partecipante, non in un documento pubblico della Congregazione; il direttore nazionale del movimento dell’epoca, padre Albert G. Roux, replicò che si trattava di un parere personale e non di un pronunciamento ufficiale [^9]. È quindi corretto parlare di una testimonianza di cautela romana riferita da fonti indipendenti, non di un documento ufficiale accessibile pubblicamente.

Sintesi anche da fonti favorevoli al movimento. Anche una risorsa di orientamento apertamente favorevole alla legittimità pastorale del movimento riconosce che la Santa Sede non ha approvato le locuzioni né le ha dichiarate di origine soprannaturale [^10].

Stato attuale. Il Movimento Sacerdotale Mariano continua a operare senza che le presunte locuzioni siano state ufficialmente riconosciute come soprannaturali.

3. Il criterio teologico di fondo

La teologia cattolica sulle rivelazioni private non le colloca nel “deposito della fede” e ne subordina l’accettazione a un discernimento prudenziale. Il criterio veterotestamentario secondo cui una parola pronunciata “nel nome del Signore” e non avveratasi non proviene da Dio (Deuteronomio 18, 21-22) è frequentemente richiamato dai critici del Libro Blu nell’analisi delle scadenze del 1998 e del 2000.

Va aggiunto un secondo livello del ragionamento, spesso trascurato: anche nell’ipotesi – qui non verificata per il caso Gobbi – in cui una rivelazione privata ricevesse la piena approvazione ecclesiastica, questo non equivarrebbe a un obbligo di crederla per fede. La teologia mistica, richiamata in una nostra pubblicazione critica sul fenomeno delle rivelazioni private nell’ambiente cattolico, sintetizza così la posizione del gesuita Augustin-François Poulain: l’approvazione ecclesiastica di una rivelazione privata attesta solo l’assenza di contenuti contrari a fede e morale, non impone di crederla vera [^11]. Nello stesso senso viene citato il cardinale Pitra, secondo cui anche le rivelazioni approvate andrebbero considerate solo probabili e non potrebbero dirimere questioni storiche, filosofiche o teologiche ancora dibattute [^11]. La stessa fonte richiama inoltre l’enciclica Pascendi di san Pio X (1907), che raccomanda estrema cautela nel trattare le tradizioni pie legate a presunte rivelazioni, e il decreto Lamentabili dello stesso anno, che ribadisce la chiusura della rivelazione pubblica con la morte dell’ultimo Apostolo [^11].

Applicato al caso di don Gobbi, il principio rafforza piuttosto che indebolire le conclusioni di questa nota: se perfino una rivelazione privata approvata non vincolerebbe la fede dei cattolici né potrebbe risolvere questioni dottrinali, a maggior ragione locuzioni che non hanno ricevuto un riconoscimento ecclesiastico ufficiale della loro origine soprannaturale – come quelle di don Gobbi – non possono rivendicare un’autorità superiore a quella di una riflessione personale del sacerdote.

Nota sulle fonti

Le citazioni testuali dei messaggi (note 2, 3, 4, 6) provengono da siti devozionali o critici indipendenti – non esiste, per quanto risulta, una edizione ufficiale online del Libro Blu – e sono state incrociate su più siti per ridurre il rischio di trascrizioni alterate. Per un uso saggistico o enciclopedico rigoroso resta preferibile la verifica diretta sull’edizione cartacea (numero del messaggio e pagina). Le valutazioni sulla posizione ecclesiastica (note 5, 7, 8, 9, 10) si basano invece su testate e apologeti indipendenti dal movimento – Catholic Answers e Catholic Culture.


Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, rimandiamo a: Parole chiare sulla ChiesaGolpe nella ChiesaBuona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggiLa rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuroMagistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristianoL’illusione liberaleCREDERE, SPERARE, COMBATTERE e altri volumi.


Note

[^1]: Stefano Gobbi, voce biografica — Wikipedia (EN), https://en.wikipedia.org/wiki/Stefano_Gobbi

[^2]: Testo del messaggio n. 407 (17 giugno 1989), “Il numero della Bestia: 666” — https://medjugorje.altervista.org/index.php/messaggio/625 – Il collegamento tra il numero 666 e il 1998 deriva dall’interpretazione proposta nello stesso messaggio, che presenta il triplice 6 come riferimento all’anno 1998. Tale associazione è riportata nelle trascrizioni del messaggio e nelle pubblicazioni che lo diffondono; non si tratta quindi di un calcolo ricavato dall’esterno, ma di una lettura interna al testo stesso. Resta tuttavia il problema della verifica storica dell’evento annunciato, poiché il messaggio collega quella data alla manifestazione di una falsa Chiesa, di un falso Cristo e dell’Anticristo.

[^3]: Stesso testo riportato anche in https://www.medjugorje.name/DON%20GOBBI%20MESSAGGI.htm e https://www.abbapadre.it/apocalisse-don-gobbi/ (riscontro incrociato)

[^4]: Testo del messaggio del 5 dicembre 1994 riportato in italiano in più fonti indipendenti, tra cui https://it.paperblog.com/a-proposito-di-profezie-vere-o-false-2456115/ (che cita l’edizione MSM, 22ª ed.) e https://ilritardosvelato.it/il-ritardo-svelato/

[^5]: Jimmy Akin, “What Is Countdown to the Kingdom?”, Catholic Answers Magazine — cita il messaggio come n. 532 dell’edizione statunitense To the Priests, Our Lady’s Beloved Sons [1995] e riporta la posizione della CDF — https://www.catholic.com/magazine/online-edition/what-is-countdown-to-the-kingdom – Questa lettura si basa sulla successione e sul collegamento sintattico degli elementi presenti nel messaggio. Non esclude la possibilità di interpretazioni simboliche, ma rileva che la formulazione letterale collega il trionfo del Cuore Immacolato, il ritorno glorioso di Cristo e l’instaurazione del Regno al medesimo orizzonte temporale. Una lettura che distingua tali eventi e ne sposti il compimento su piani diversi costituisce quindi un’interpretazione ulteriore rispetto al senso immediato del testo.

[^6]: Messaggi del 29 settembre 1994 e del 14 aprile 1995 — https://profezie3m.altervista.org/mes_gobbi.htm – Un ulteriore riscontro indipendente, con data e luogo diversi, si trova nel messaggio n. 607 (18 settembre 1988, Lourdes), che fissa esplicitamente un termine di dieci anni — dunque anch’esso il 1998 — entro cui si sarebbero compiuti “la grande tribolazione”, il “mistero di iniquità” e “tutti gli avvenimenti” predetti: https://medjugorje.altervista.org/index.php/messaggio/607

[^7]: Catholic Answers, “Marian Movement of Priests Not Officially Approved” — https://www.catholic.com/qa/marian-movement-of-priests-not-officially-approved

[^8]: Analisi critica sulla distinzione tra Imprimatur e approvazione delle locuzioni — https://ephesians511blog.com/2013/06/19/fr-stefano-gobbi-and-the-marian-movement-of-priests/

[^9]: Catholic Culture, “The Marian Movement of Priests: Is It Safe for Faithful Catholics?” (resoconto del colloquio con l’autorità CDF e replica di p. Albert G. Roux) — https://www.catholicculture.org/culture/library/view.cfm?recnum=4152

[^10]: Marian Apparition Reviews, scheda sul Movimento Sacerdotale Mariano — https://www.apparitionreview.com/marian_movement_of_priests.html

[^11]: Così è, se vi appare. Occhio al tradicarismatismo, estratto da D. Di Sorco, Parole chiare sulla Chiesa. Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne, postfazione di A. M. Valli, pubblicato il 22 maggio 2023 sul sito Radio Spada — che a sua volta cita: A.-F. Poulain, Des grâces d’oraison. Traité de théologie mystique, 11ª ed., Beauchesne, Parigi 1931, p. 334; card. Pitra, Livre sur Sainte Hildegarde, p. XVI (citato da Poulain, p. 335); Pio X, enciclica Pascendi Dominici Gregis (8 settembre 1907), n. 6; Lamentabili sane exitu (3 luglio 1907), prop. 21. Va segnalato che si tratta di una fonte di parte, schierata contro fenomeni carismatici in ambito tradizionalista. Si è tentato di verificare direttamente sul sito ufficiale della Santa Sede (vatican.va) il passaggio specifico di Pascendi citato come “n. 6” sulle “pie tradizioni” e sulla dichiarazione di Urbano VIII: tale passaggio non è stato individuato nel testo integrale dell’enciclica consultato, per cui non si può escludere un errore di attribuzione nella fonte secondaria (potrebbe trattarsi di un altro documento di Pio X, o di una numerazione di paragrafi non ufficiale). I riferimenti a Poulain e al cardinale Pitra restano verificabili solo tramite la fonte secondaria citata, non tramite riscontro diretto sui testi originali (rispettivamente Des grâces d’oraison e Livre sur Sainte Hildegarde).


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