di Giuliano Zoroddu

L’ascesa al trono di Marco Aurelio (161-180 d.C.) coincise con un’intensificazione della persecuzione contro i Cristiani in tutto l’impero. In un primo tempo (161-169 d.C.) questa fu condotta secondo le norme di Traiano e Adriano. A partire dal 177 d.C. invece si assistette a campagne di ricerca d’ufficio dei Cristiani da parte dei governatori: in questo contesto si situa il processo di Lione in Gallia, che portò all’uccisione di 48 discepoli di Gesù.

Marco Aurelio in quanto filosofo disprezzava i cristiani sul piano delle loro idee e in quanto governante li riteneva pericolosi per lo Stato. Questo rigetto era anche dovuto alla diffusione fra le comunità cristiane dell’eresia montanista, caratterizzata da una fanatica volontà di martirio e da un forte sentimento anti-statale, estraneo al pensiero della Chiesa gerarchica (che subito si oppose ai montanisti) e della gran parte dei fedeli.

Il figlio e successore di Marco Aurelio, Commodo (177-192 d.C.) non continuò la politica persecutoria del padre[1], anzi fu sotto il suo principato che la Chiesa uscì dalla clandestinità e cominciò a rapportarsi apertamente con le autorità imperiali.

Tale svolta fu favorita da Marcia, la concubina cristiana dell’imperatore, Marcia. Ce lo racconta Ippolito di Roma (165-235) nei Philosophumena:

«Trascorso del tempo, poiché là si trovavano altri martiri, Marcia, desiderando compiere una qualche opera buona, essendo lei la concubina di Commodo e amante di Dio, convocò il beato Vittore[2], che a quel tempo era vescovo della Chiesa, e gli domandò quali martiri si trovassero in Sardegna … Marcia, dunque, avendo ottenuto ciò che desiderava per mezzo di Commodo, consegnò le lettere di liberazione a Giacinto, un eunuco presbitero, il quale, ricevute le lettere, navigò alla volta della Sardegna e, dopo averle consegnate a colui che allora governava quella terra, liberò i martiri»[3].

Come la meretrice Raab fu d’aiuto all’antico Israele nella conquista di Gerico[4], così questa donna dai costumi non propriamente in regola prestò l’opera sua al nuovo Israele, la Chiesa Romana, nell’opera di conquista al Vangelo della città dei Cesari.


  1. Cionondimeno al principio del regno di Commodo, per iniziativa del proconsole Vegellio Saturnino, furono uccisi a Cartagine nel luglio del 180 d.C. i 12 Martiri Scillitani. ↩︎
  2. Papa dal 189 al 199. ↩︎
  3. Philosophumena IX, 12, PG 16/3, 380. ↩︎
  4. Gs. II e VI. Questa donna fu antenata di Gesù Cristo (cfr. Mt. I, 5). ↩︎

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