di Cornelio a Lapide S.I. [1]

Magnificat anima mea, Dominum. Et exsultavit spiritus meus in Deo salutari meo.

IN DEO SALUTARI MEO. In greco σωτῆρι μου [sotèri mou], significa “nel mio salvatore”. Inoltre, σωτήρ [sotèr] corrisponde all’ebraico ישוע (Jescua), cioè Gesù, ossia Salvatore, salvezza formale e causale. Perciò qui potresti tradurre “in Dio mio Gesù”. Allude infatti a Abacuc III, 18: «Ma io gioirò nel Signore, ed esulterò in Dio mio Gesù [mio salvatore]». Il Siro traduce “in Dio mio vivificatore”, che cioè ha conferito o conferirà la vita – ossia la libertà, la grazia e la gloria – a me e ai fedeli; questa è infatti la nostra salvezza che Cristo ci ha portato.

“Mio” in senso proprio: in primo luogo, perché Gesù è il mio figlio[2]; in secondo luogo, perché lo stesso è il mio Salvatore, poiché mi ha colmata, più di chiunque altro, di ogni grazia[3] e preservata da ogni peccato[4]; inoltre, perché mi ha resa mediatrice della salvezza di tutti gli uomini[5], affinché io fossi, in quanto madre, quasi la causa della salvezza di tutti coloro che devono essere salvati[6].

Per questo motivo San Cirillo, nell’omelia 6 tenuta al Concilio di Efeso proprio nel tempio della Madre di Dio, la definisce “gioia del mondo”. San Fulgenzio, nel De Laudibus Mariae, afferma: «Dal suo parto Maria è divenuta la finestra del cielo, perché Dio ha riversato nei secoli la vera luce. È divenuta scala celeste, poiché attraverso di lei Dio è disceso sulla terra, affinché attraverso di lei gli uomini salissero ai cieli. Maria è divenuta la restaurazione delle donne, poiché attraverso di lei sappiano essere state sottratte alla rovina della prima maledizione».

Si veda Sant’Efrem nell’orazione alla Vergine, dove tra i maestosi e numerosissimi elogi le attribuisce questi: «Regina di tutti, speranza dei Padri, gloria dei Profeti, annuncio degli Apostoli, onore dei Martiri, assemblea dei Patriarchi, corona di tutti i Santi». E più sotto: «Ave, splendidissimo vaso di Dio; Ave, stella luminosissima dalla quale è venuto il Cristo; Ave, canto dei Cherubini e degli Angeli; Ave, pace, gioia e salvezza; Ave, letizia del genere umano; Ave, decoro dei Padri e dei Profeti; Ave, bellezza dei Martiri e corona dei Santi; Ave, gloria degli antenati; Ave, miracolo eccellentissimo della terra; Ave, paradiso di delizie e immortalità; Ave, albero della vita, gioia e piacere; Ave, baluardo dei fedeli e salvezza del mondo; Ave, risurrezione di Adamo; Ave, genitrice di tutti, fonte di grazia e di consolazione; Ave, rifugio e asilo dei peccatori; Ave, propiziatorio[7] di chi pena». Non dovrebbe dunque la Vergine esultare meritatissimamente nel suo Dio Gesù?

Commentaria in Scripturam Sacram R. P. Cornelii a Lapide, tom. XVI, Parisiis, MDCCCLXXVII, pp. 35-36.


  1. Cornelio a Lapide S.I. (latinizzazione di Cornelis Cornelissen van den Steen; 1567–1637), è stato un celebre esegeta fiammingo. Professore di Scrittura prima a Lovanio e poi a Roma, è noto principalmente per la sua monumentale opera di commento a quasi tutti i libri della Bibbia (fatta eccezione per i Salmi e il Libro di Giobbe). I suoi commentari, che fondono rigore filologico, dottrina patristica e afflato omiletico, godettero di una straordinaria diffusione e sono tuttora considerati un caposaldo dell’esegesi cattolica della Controriforma. Sul blog abbiamo pubblicato alcuni estratti della sua opera esegetica. ↩︎
  2. Maternità Divina ↩︎
  3. La pienezza di grazia in Maria ↩︎
  4. Immacolata Concezione ↩︎
  5. Maria Mediatrice ↩︎
  6. La compassione di Maria fu causa della nostra salvezza come sacrificio? ↩︎
  7. Il propiziatorio era il coperchio d’oro puro posto sopra l’Arca dell’Alleanza (Esodo 25, 17-22). Fatto di un materiale puro senza alcuna lega o imperfezione, da esso Dio parlava a Mosè e dispensava i suoi decreti e la sua grazia a Israele; su di esso si posava la Shekinah (la presenza di Dio) e vi veniva versato sopra il sangue dei sacrifici per cancellare i peccati e ristabilire la pace tra Dio e il popolo. Era figura di Maria Santissima nel suo essere: 1) Immacolata Concezione; 2) Madre di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, vera Propiziazione che ci ha salvati per mezzo del suo Sangue; 3) Mediatrice e Dispensatrice di grazia. ↩︎


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