di Red.

Spesso immaginiamo i batteri come forme di vita semplici e primitive, in balia del loro ambiente. Nel suo articolo intitolato Crowdsourcing DNA: Sophisticated Biological Information Processing, pubblicato il 14 luglio 2026, la ricercatrice Emily Reeves ci invita a ribaltare completamente questa prospettiva. Reeves descrive il Bacillus subtilis non come un semplice aggregato biologico, ma come un sofisticato sistema di elaborazione delle informazioni, concentrandosi sulla sua capacità di attivare lo stato di “competenza”. Questo processo consiste nella decisione del batterio di prelevare DNA esterno presente nell’ambiente e integrarlo nel proprio genoma, un fenomeno che l’autrice definisce un vero e proprio “crowdsourcing” genetico.

Questa operazione, tuttavia, è tutt’altro che casuale o automatica. Reeves traccia un parallelo molto chiaro con l’ingegneria informatica umana: integrare codice esterno o sconosciuto in un sistema software complesso è un’attività ad altissimo rischio che richiede rigorosi controlli di compatibilità. Applicando questa logica alla biologia, l’autrice spiega che una prospettiva basata sull’Intelligent Design prevede che la cellula non inizi mai ad assorbire DNA in modo indiscriminato. Al contrario, il batterio calcola accuratamente i costi e i benefici prima di agire, affidandosi a una complessa rete di elaborazione dati il cui interruttore principale è la proteina ComK.

La genialità ingegneristica di questo sistema, come evidenziato nell’articolo di Emily Reeves, si manifesta soprattutto nei suoi meccanismi di sicurezza tardivi. La regolazione di ComK non avviene solo all’inizio del processo tramite la rapida attivazione dei geni (grazie alla proteina Sigma-H), ma presenta dei controlli molecolari successivi che agiscono direttamente sulla degradazione dell’RNA e sulla distruzione della proteina stessa. Reeves paragona questi controlli a un vero e proprio freno di emergenza dell’ultimo secondo. Se il batterio ha già avviato la transizione verso la competenza, ma le informazioni ambientali cambiano improvvisamente, la cellula può “cambiare idea” e interrompere tutto, evitando di sprecare energia preziosa o di incorporare frammenti genetici dannosi.

Secondo l’analisi della Reeves, la cellula sta di fatto calcolando le risposte a due domande fondamentali: se ha un reale bisogno interno di nuovo materiale genetico per superare una situazione di stress, e se nell’ambiente circostante sia effettivamente presente del DNA utile. Per rispondere a questo secondo quesito, il batterio sfrutta il “quorum sensing” – la comunicazione chimica tra microbi – attraverso molecole come ComX e il peptide CSF. Nell’articolo, Reeves avanza anche un’ipotesi teorica originale: questi segnali chimici potrebbero non limitarsi a indicare la densità della popolazione circostante, ma agire come veri e propri sensori diretti della qualità e della concentrazione del DNA libero nell’ambiente.

In conclusione, l’articolo della Reeves propone un cambio di paradigma nel modo in cui studiamo la biologia. Sfidando l’idea che reti così finemente ottimizzate possano nascere da mutazioni casuali e selezione naturale, l’autrice suggerisce di adottare il metodo del reverse engineering. Trattare la cellula partendo dal presupposto che sia stata progettata in modo ottimale e intenzionale non è solo una scelta teorica, ma un approccio pratico che, secondo l’autrice, permette ai biologi di formulare ipotesi migliori e di comprendere finalmente la reale complessità del software della vita.


Dei problemi dell’evoluzionismo materialista ci siamo occupati a vario titolo nei volumi Il Darwinismo: un mito tenace smentito dalla scienza, di Dominique Tassot, traduzione di Roberto Bonato, Ritorno alle origini – Un punto di vista cattolico sugli inizi – Vol. I – Principii e tracollo del darwinismo e Ritorno alle origini. Un punto di vista cattolico sugli inizi. Vol. II – Un universo disegnato da Dio. Le conseguenze filosofiche e sociali del darwinismo, in collaborazione con il Kolbe Center for the Study of CreationL’uomo e la sua natura e L’origine e i destini dell’uomo, Padre Angelo Zacchi O.P.


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