“Voilà pourquoi je m’appelle Révolution, c’est-à-dire renversement, parce que je mets en haut ce qui, selon les lois éternelles, doit etre en bas, et en bas ce qui doit être en haut”.

Ecco il motivo per cui mi chiamo Rivoluzione, cioè rovesciamento, perché io colloco in alto chi, secondo le leggi eterne, dovrebbe stare in basso; e metto in basso chi dovrebbe stare in alto.

M.gr Jean-Joseph Gaume, La Révolution, recherches historiques sur l’origine et la propogation du mal en Europe depuis la Renaissance jusqu’a nos jours, Premiére partie, Révolution française, Paris, Gaume Frères, libraires-éditeurs, 1856, Chapitre premier, De la Révolution.

“Et nos credidimus caritati”.

I S. Giovanni, IV, 16.

“Tradidi quod et accepi”.

I Corinti, XI, 23.

Del Saltimbanco di Nostra Signora che terminò di scrivere suppergiù questa maldestra acrobazia nel giorno in cui, tanti anni prima, Ella volle farsi sorprendere per la terza volta sopra un elce, lassù dove soltanto tre piccoli potevano guardare, spalancando loro la porta socchiusa della Sua casa celeste per contemplare il segreto immacolato e affilato – doloroso e glorioso – del Suo Cuore.

Al modo di un ladro mi sono affacciato alla porta della chiesa parrocchiale. Ma i due occhi – come due gambe – hanno compiuto qualcosa d’opposto a un’effrazione domestica, ovvero uno strano trapasso sottosopra…1 Magnificat!

Incorniciate dall’uscio aperto stavano,2 con un’aria di grande serenità, candidi veli muliebri in fila: valicavano il presbiterio fino all’altare maggiore e fino ai piedi del Tabernacolo, lì dove, affiancato dall’oro del Diacono e del Suddiacono in tunicelle, stabat l’Antiste presso il faldistorio. La fine o il fine di una lunga coda di 63. Quasi un salmo che termina in Gloria. Con il crisma, la triplice benedizione, il buffetto. Lo schiaffo di Gesù Cristo. E la benda bianca. Come un sudario splendente in cima a una delle torri del paradiso… Hi sunt, qui venerunt de tribulatione magna, et laverunt stolas suas, et dealbaverunt eas in sanguine Agni. Ideo sunt ante thronum Dei, et serviunt ei die ac nocte in templo eius: et qui sedet in throno, habitabit super illos: Non esurient, neque sitient amplius, nec cadet super illos sol, neque ullus aestus: Quoniam Agnus, qui in medio throni est, reget illos, et deducet eos ad vitae fontes aquarum, et absterget Deus omnem lacrymam ab oculis eorum3

E se un trad-integrista in Parrocchia parrebbe a tutta prima un intrufolatore in flagrante violazione di domicilio, beh, che dire di una legione di lefebvriani in pompa magna guidata da Sacerdoti e Vescovo Ausiliare della Fraternità in chiesa diocesana per cresimare e officiare? E nonostante il prima negato, comunque travagliato e in extremis concesso e gradito nullaosta delle autorità ecclesiastiche – Deo gratias! – quell’ideale sentore di irruzione domestica poteva testardamente permanere.4 

Finché dal quadro dell’entrata quella violazione casalinga si è connessa ad altre idee opposte a quella del crimine. Precisamente all’immagine di Babbo Natale che scende dal camino.5 Perché attraverso questo tunnel stellato Santa Claus – il rampante Vescovo San Nicola di Bari 6 si adopera per custodire il legame parentale tra il cielo e la casa. Questa porta di fronte… di fronte all’universo!7 E a Babbo Natale è concesso trapassare e trasgredire – al modo di un ladro – perché dove passa aumentano i giocattoli. Ogni furto invece è un furto di giocattoli.

Ecco il motivo per cui è davvero sbagliato rubare. Gli infelici figli degli uomini e la povera piccola gente del mondo considerano le proprie vanità il loro povero piccolo orgoglio. Alla stregua di un bimbo col suo balocco.8 Non l’utile, ma il superfluo. Neppure Dio stesso, quando si mostri a noi perfettamente povero, ci dispensa dalla celebrazione simbolica della Sua gloria, quale è rappresentata dalla liturgia. Splendore gratuito, spreco delicato, più necessario dell’utile. Liturgia che, pur nel suo incessante attuarsi, rimane per eccellenza un’operazione contemplativa, di una delicatezza e di una gravità che rendono, più che rischiosa, mortale ogni arbitraria modificazione.9 Ogni sostituzione. O vero e proprio furto.

Ecco perché al contrario affacciarsi in quel tunnel e contemplare l’esplosione silenziosa dell’altare maggiore usato non come fondale teatrale della tavola calda, ma quale altare del Sacrificio è stato una sorta di rivoluzione.10 Girare il mondo e sé stessi sottosopra fino al posto in cui gli alberi e gli uomini sono appesi a testa in giù verso il cielo. Ritornare al posto santo e felice, celestiale, incredibile da dove eravamo partiti.11 Disprezzare il mondo sotto i piedi così da farlo girare come una macina da mulino.12 Stat crux dum volvitur orbis. Ecco quale sorta di rivoluzione ha operato Nostro Signore Gesù Cristo. “Ma non è forse Satana il padre della rivoluzione?”, si obietterà giustamente.13 

Quale sarà pertanto la differenza tra Cristo e Satana? “Then, what”, asked Turnbull, very slowly, as he softly picked a flower, “what is the difference between Christ and Satan?”. “It is quite simple”, replied the Highlander. “Christ descended into hell; Satan fell into it”. “Does it make much odds?”, asked the freethinker. “It makes all the odds”, said the other. “One of them wanted to go up and went down; the other wanted to go down and went up. A god can be humble, a devil can only be humbled”.14 Nostro Signore Gesù Cristo ha voluto discendere. Fino agli inferi. Ma prima di tutto dal cielo. Così, nella solenne professione di fede, dopo le parole Qui propter nos homines, et propter nostram salutem descendit de caelis, i fedeli si genuflettono.15 Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine: et homo factus est. Ci inginocchiamo, dunque. Similmente all’ultimo Vangelo in fine della Messa. Et Verbum caro factum est. E discendiamo come il Verbo. “When God turned back eternity and was young, / Ancient of Days, grown little for your mirth / (As under the low arch the land is bright) / Peered through you, gate of heaven – and saw the earth”.16 In ginocchio quasi con la stessa umiltà e la stessa cavalleria con cui il custode e padre dei vergini San Giuseppe prese con sé la sua umile e alta, celeste Consorte.17 “Star of his morning; that unfallen star / In the strange starry overturn of space / When earth and sky changed places for an hour / And heaven looked upwards in a human face”.18 Quasi con la medesima umiltà e cavalleria con cui lo Spirito Santo scrisse il decreto divino per chiedere la mano della Beata Sempre Vergine Maria e con il medesimo impeto vivificante con cui infine la chiese nel vento buono delle ali dell’Arcangelo Gabriele.19 “Nel ventre tuo si raccese l’amore, / per lo cui caldo ne l’etterna pace / così è germinato questo fiore”.20 La rosa immortale.21 

Così “dagli ossami dei martiri / tritume di gaudio / cresce / la radice di Jesse / sboccia nel calice rovente / e nella bianca luna / crociata di sangue e / stendardo / che sorgendo gli fiacca / i ginocchi”.22 Infatti, “pronunciate le parole della Consacrazione, il sacerdote si genuflette e adora l’Ostia santa. La rubrica dice “statim – subito”; non deve infatti passare alcun intervallo, perché il pane è scomparso, non restando di esso più che le specie, le apparenze, per lasciare il posto al Signore, perciò è il Signore stesso Colui che il sacerdote adora”.23 “Falconiere del Cielo / sulla cui mano alzata / piomba l’eterno Predatore / avido di prigione…”.24 Fino a che punto il Verbo discende, gira Sé stesso sottosopra ed esinanisce!25 “Tali sono le parole della Consacrazione del vino che hanno un effetto così importante, poiché costituiscono, con le parole della Consacrazione del pane, l’atto stesso del Sacrificio. […] Terribile Sacrificio, il Sacrificio cristiano, che ci trasporta sul Calvario e ci fa vedere che è la giustizia di Dio che ha voluto una tale Vittima!”.26 “Where one more than Melchizedek / Is dead and never dies”.27 Lì dove sono fatte le tenebre e la Vittima è appesa. “Men say the sun was darkened: yet I had / Thought it beat brightly, even on Calvary / And he, that hung upon the torturing tree / Heard all the crickets singing and was glad”.28 

Dove sta il gigante segreto dei cristiani.29 Il “caldo” di quel piacere da cui gli orgogliosi si escludono, quella soddisfazione che non solo ha a che fare con l’umiliazione, ma che è circa l’umiliazione.30 O meglio quell’ultimo capovolgimento spirituale in cui la completa umiliazione diviene completa beatitudine.31 La gioia dei giganti.32 La perfetta letizia.33 Per questo Dio, Antico di giorni, spostò indietro l’eternità all’infanzia e si fece piccolo;34 “piantò i cieli, cioè la divinità, sulla terra della nostra umanità e fondò la terra della nostra umanità nel cielo, cioè ve la stabilì per sempre”.35 Forse per questo viene voglia di prostrarsi a terra, al modo del ministro al secondo Confiteor, prima della presentazione dell’ostia santa e di accostarsi alla Comunione. Di scambiare il proprio cuore di figlio prodigo con quello di Colei che è soltanto Madre di misericordia.36 Cadere in ginocchio davanti al Cuore dell’Agnello di Dio che prende i peccati del mondo. Per scoprire con le lacrime agli occhi – e solo in tale umiliazione, in ginocchio e aprendo la bocca – che è il Re crocifisso e glorioso che nel Sacerdote sta passando a servire i servi.37 È il Sacratissimo Cuore di Nostro Signore che in realtà si abbassa così tanto da venir consumato da un cuore miserrimo. È Nostra Signora a concedere allora il Suo Cuore Immacolato a un cuore fin troppo impuro.

Che avventura può accadere stando affacciati al modo di un ladro a una simile porta, nella cornice in cui finalmente tutte le cose sono al proprio posto.38 Essendo in un certo senso mistico dall’altro lato delle cose, egli vede le cose stesse venir fuori dal divino nella maniera in cui i bambini vengono fuori da una casa familiare e accetta, invece di incontrarle quando sono ormai uscite, come fa la maggior parte di noi.39 Perché non ci è elargita soltanto una chiave, bensì una porta.40 La Porta del Cielo.41 Della casa da cui si è scappati per poterla ritrovare.42 Una dimora con il suo giardino. Il giardino di Dio. O il Paradiso.43

Non dovrebbe inquadrare l’eternità ogni porta delle Parrocchie dell’orbe? Eppure così non è. Un tragico furto è stato compiuto. Non l’intrufolarsi di Babbo Natale che moltiplica i giochi. Al contrario l’ingiusto e tremendo furto di giocattoli ai danni dei piccoli. “Il nuovo Ordo è stato promulgato perché si sostituisse all’antico, dopo matura deliberazione, in seguito alle istanze del Concilio Vaticano II”.44 Con un’analogia e un’ermeneutica impossibile della continuità che sono invero un rovesciamento rivoluzionario. Della Rivoluzione che stavolta ha come padre il demonio il cui fumo è entrato nel tempio di Dio.45 “Non diversamente il nostro santo Predecessore Pio V aveva reso obbligatorio il Messale riformato sotto la sua autorità, in seguito al Concilio Tridentino”.46 Tacendo le origini apostolico-patristiche della Messa Tridentina.47 Sostituendo l’unica divina liturgia del Sacrificio di Cristo.

Togliendo la Croce e quindi la gloria che viene dall’imitazione di Cristo che per amore immacolato48 volle incarnarsi nel seno dell’umilissima Beata Sempre Vergine Maria49 – o ammirabile e incomprensibile dipendenza ineffabile di un Dio! 50 e per amore serafico volle subire la passione – come vilissimo servo in profusione di carità affinché l’uomo avesse la prova infinita dell’amore suo –,51 avventurosa e viva umiltà divina che lascia l’esempio della gioia e della perfetta letizia di stare appesi.52 “Mio Dio! Mio Dio! Non sei tu il Dio del cielo e della terra, eguale in tutto e per tutto al Padre suo, che ti umili sino al punto di perdere quasi le sembianze dell’uomo? Ah! Sì, lo comprendo, è per insegnare a me superbo che per trattare col cielo devo inabissarmi nel centro della terra. E per riparare ed espiare la mia alterigia, che tu ti sprofondi così dinanzi alla maestà del Padre tuo; è per rendergli quella gloria che l’uomo superbo gli ha tolta; è per piegare il suo pietoso sguardo sull’umanità… E per la tua umiliazione Egli perdona alla creatura superba”.53 O fr. Leo, scribe quia ibi est perfecta letitia.54 Mihi autem absit gloriari, nisi in cruce Domini nostri Jesu Christi.55 

La Croce e la gloria a cui è appeso ogni istante e ogni gesto e ogni senso della Messa celebrata secondo il rito tradizionale di San Pio V. A partire da quando il Sacerdote indossa i paramenti – strumenti dolorosi, arma Christi, vesti gloriose -, prende il calice con la mano sinistra e vi appoggia sopra la destra, si avvia al Golgota baiulans sibi crucem, stende il corporale al modo della sacra sindone e ai piedi dell’altare recita il meraviglioso: Introibo ad altare Dei. Ad Deum qui laetificat iuventutem meam. Quale altissimo onore potersi accostare a quell’altare dove sta per compiersi il Sacrificio di Gesù, presso il quale si trova la fonte della letizia vera!56 Ma con l’aggiornamento del Vaticano II i Padri Conciliari – stando a una nota vignetta di Guareschi – hanno revisionato il concetto di deicidio e in omaggio alla libertà religiosa hanno decretato nei fatti che la Croce non serve più.57 

“Cristo viene espulso dalla casa di Dio, l’altare viene trasformato in “tavola calda”, l’Ostia viene trasformata in sandwich da consumare in piedi. Vescovi e Cardinali si sbracano […]. Oggi, infatti, nella Chiesa non più i Santi, contano, ma i fanti”.58 “Attendersi che la rigenerazione del profano, la “consacrazione del mondo” possa compiersi altrove che nelle regioni vertiginose, sulle vette del Sinai, è puerile. Mangiare tra amici un pasto simbolico, dove e come fantasia lo detti, in memoria di un filantropo dei tempi antichi è insieme la putrefazione del sacro e la perdita del profano […]. Heschel ricorda che se noi cessiamo di chiamare Dio sui nostri altari li occuperanno ineluttabilmente i demoni”.59 Latrocinio sacrilego. Ingiusta sostituzione. Nuovo orrore. Sulla tunica stracciata misero ancora la sorte. Di nuovo per togliere la memoria della Passione collocarono nel luogo della Croce un simulacro, opera delle mani degli uomini – frutti della terra al posto dei doni di Abele il giusto.60 E senza la vera Croce la Messa non è. Non può condurre alla gloria. Lasciando l’amarezza di una mondanità kitsch di fronte alla quale finanche il peccato perde la sua trivialità.

Soltanto Santa Claus può riportare i balocchi ai piccoli. Anche quando pare uno scassinatore. Solo così avanzano dalla porta e sorgono, guidati dal Vescovo, i fedeli con le bende bianche intorno al capo. Splendenti come il sole. Terribili come un esercito schierato.61 Un giorno ogni Parrocchia tornerà a splendere. Quando trionferà il Cuore Immacolato di Nostra Signora.62 Ma fino ad allora, al modo dei bambini di Fatima, dobbiamo implorare la Santissima Vergine Maria di sciogliere il grande mistero del tristissimo furto della fede da parte della Roma modernista, chiedendo la grazia di mantenere la fede intera, la fede della Roma eterna, di rimanere cattolici fino alla fine dei nostri giorni. La grazia della perseveranza finale nella fede cattolica.63 Fino al martirio dell’unico Cuore in cui brillò la fede dall’oscurarsi del sole all’alba dell’ottavo giorno. Presso la Croce e la luce del Calvario. Come bambini nelle braccia e nel Cuore della Madre.

Perciò, dato che ogni pentimento è un ritorno, ho camminato a testa in giù fino agli Antipodi e ho buttato tutto per aria e fatto i salti mortali pur di trovare casa. La fede in essa mi ha reso instabile quale la tempesta. Mi son fatto pellegrino per guarirmi dall’essere un esiliato.64 “Ed ecco un ponte già pronto verso il Sacratissimo Cuore di Gesù. Colui che cade in peccato, sprofonda nel vizio, disprezza le grazie divine, non bada più ai buoni esempi degli altri, non fa attenzione alle ispirazioni salutari e si rende indegno di ricevere altre grazie, costui deve forse disperare? No, giammai! Infatti, egli ha una Madre che gli è stata data da Dio, una Madre che segue con cuore tenero ogni sua azione, ogni sua parola, ogni suo pensiero. Ella non si preoccupa del fatto che egli sia degno della grazia della pietà. Ella è soltanto Madre di misericordia, perciò si affretta ad accorrere, anche se non è invocata, dove si manifesta in modo più grave la miseria delle anime. Anzi, quanto più l’anima si è deturpata con il peccato, tanto più si manifesta in essa la misericordia divina, di cui l’Immacolata è appunto la personificazione”.65

Così ho trovato rifugio presso il Cuore che mi ama fino a sacrificare il Figlio di Dio.66 Lì dove fu deposto il Figlio innocente, giglio candido e rubicondo, tutto piaghe… le piaghe del figlio colpevole, indegno peccatore.67 Mi ha accompagnato ed accolto nell’orto conchiuso la Signora del giardino. Lì dove la turba è tanto grande da non potersi noverare, di tutte le genti e tribù e popoli e lingue. Trapassata da una processione senza fine, quasi una voce umana più alta, sprigionata dalle campane a distesa, per stare infine dinanzi al trono e dinanzi all’Agnello.68 La fila sferzata da una coppia di re – gioielli ancestrali -,69 da quattro uomini vivi e dal sorriso di un santo… che portano sulle spalle la Croce al Calvario. Il Consacrante e il Coconsacrante, gli Eletti e in monte Monsignore.

Sette Campioni70 che hanno lavato le loro stole nel Preziosissimo Sangue di Gesù. In agonia decurrens in terram. In flagellatione profluens. In coronatione spinarum emanans. In cruce effusus. Pretium nostrae salutis.71 Formato, prodotto, fornito dal sangue purissimo e immacolato della Madonna. Di Colei che per prima Lo vide sgorgare dalle Piaghe e scorrere sul legno della Croce e che per prima Lo raccolse ai piedi dell’albero della Croce. Di Colei che offrì e senza riserva offre insieme a Cristo il Preziosissimo Sangue per la nostra Redenzione, Lo custodisce sull’altare e, durante la Messa, ne riversa le grazie sulle anime.72 Sette Spade nel Cuore della Madre,73 offerenti l’elsa come una sfida.74 Sette porte dispensatrici di grazia.

Di questa fede, di questa religione, di questo amore che ruotano intorno al Sangue di Gesù e alla Sua Croce, mi glorio. Ci gloriamo. Con tutta l’intensità con la quale si può essere superbi di una religione radicata nell’umiltà.75 Nei volti degli Eletti prostrati a terra ai piedi dell’altare. E pertanto esaltati. Ad ogni abbassamento ad ogni genuflessione ad ogni mortificazione, innalzati investiti glorificati. Secondo l’estrema capriola spirituale in cui la totale umiliazione diviene perfetta beatitudine. Nei volti dei Consacratori che contemplano i Consacrati benedire i fedeli al canto del Te Deum, sotto lo sguardo di Monsignore e il patrocinio dell’Addolorata, una volta finita la tempesta.

Perché è la Chiesa ad essere nella tempesta. Il furto della fede che porta alla salvezza già è stato compiuto e ancora si compie. Eppure, proprio in mezzo alla bufera, osiamo chiedere la fede integra alla Chiesa, una madre in difficoltà, oppressa, sofferente, tradita, che ha bisogno e che merita che la si aiuti. Vogliamo la fede di sempre della Chiesa per rimanere nella Chiesa.76 “Noi aderiamo con tutto il cuore e con tutta l’anima alla Roma cattolica custode della fede cattolica e delle tradizioni necessarie al mantenimento della stessa fede, alla Roma eterna, maestra di saggezza e di verità. Noi rifiutiamo, invece, e abbiamo sempre rifiutato di seguire la Roma di tendenza neo-modernista e neo-protestante che si è manifestata chiaramente nel Concilio Vaticano II e dopo il Concilio, in tutte le riforme che ne sono scaturite. […] Nessuna autorità, neppure la più alta nella gerarchia, può costringerci ad abbandonare o a diminuire la nostra fede cattolica chiaramente espressa e professata dal Magistero della Chiesa da diciannove secoli. […] L’unico atteggiamento di fedeltà alla Chiesa e alla dottrina cattolica, per la nostra salvezza, è il rifiuto categorico di accettazione della riforma. Per questo, senza alcuna ribellione, alcuna amarezza, alcun risentimento, proseguiamo l’opera di formazione sacerdotale sotto la stella del magistero di sempre, persuasi come siamo di non poter rendere servizio più grande alla Santa Chiesa Cattolica, al Sommo Pontefice e alle generazioni future. Per questo ci atteniamo fermamente a tutto ciò che è stato creduto e praticato nella fede, i costumi, il culto, l’insegnamento del catechismo, la formazione del sacerdote, l’istituzione della Chiesa, della Chiesa di sempre e codificato nei libri apparsi prima dell’influenza modernista del Concilio, attendendo che la vera luce della Tradizione dissipi le tenebre che oscurano il cielo della Roma eterna”.77 

Omnes vos scandalum patiemini in me, in ista nocte. Scriptum Scriptum est enim: Percutiam pastorem, et dispergentur oves gregis.78 …haec est hora vestra, et potestas tenebrarum.79 Nel buio e nella notte abbiamo dovuto impegnarci in un salto mortale per rimanere nella Tradizione e professare la fede di sempre. Girare il mondo – che grazie a Dio è rotondo – per trovare casa.80 “Non scegliamo cosa credere o non credere, non possiamo modificare, reinterpretare, riconsiderare: non possiamo farlo. Semplicemente, abbiamo il dovere di custodire la fede che la Chiesa ha sempre insegnato, dobbiamo amarla, dobbiamo viverla e dobbiamo trasmetterla. Se amiamo veramente Gesù Cristo, abbiamo il dovere di condividere questi doni che riceviamo innanzitutto attraverso la fede. Se qualcuno non ha questo desiderio di trasmettere la fede, è segno che egli stesso non vive più della fede. Più la fede è attaccata, più la fede scompare, e più questo dovere è urgente, perché, senza la fede, è impossibile piacere a Dio, è impossibile vivere bene, è impossibile salvarsi. E oggi adottiamo mezzi eccezionali, proporzionati a questa necessità”.81 Per ricordarci che siamo ancora uomini vivi.

Semplice. Come quando abbiamo chinato il capo e il mondo intero si è capovolto per raddrizzarsi. Quando abbiamo scoperto che il nostro nome è Lazzaro e che siamo vivi.82 Ed è come tornare bambini. “Quando venni battezzato, il sacerdote domandò ai miei padrini: «Cosa chiede questo bambino alla Chiesa?». Risposero: «La fede». Egli domanda alla Chiesa la fede. Ed io, ancora oggi, chiedo alla Chiesa la fede e fino alla mia morte domanderò alla Chiesa la fede, la fede cattolica. Perché i padrini domandano la fede per il bambino? Per fargli avere la vita eterna. Se la fede procura la vita eterna, io voglio questa fede e non voglio che la cambino! […] Dobbiamo conservare la fede in questa tempesta che sta attraversando la Chiesa, tempesta che dura da lungo tempo e che vogliamo finisca presto, affinché la Chiesa ritorni come era quando aveva la sua fede”.83 Noi vogliamo tale fede pura, innocente, tornata bambina, dei capovolgimenti, a testa in giù, ardente come una fiaccola – la schiavitù d’amore e le catene di carità e di salvezza del Battesimo 84 in tutta la sua semplicità. La semplicità della professione di fede degli Eletti.85 Stare presso e riposare su quei semplici paradossi sopra i quali s’innalza e trova ristoro la Tradizione.86 Gloriarci di ciò che i più chiamano superstizione.87 Vogliamo la Chiesa attraverso tale fede, nella fede.

Né scismatici, né scomunicati. Ma a servizio della Chiesa. Pronti a pagare qualsiasi prezzo per amarla in nome di tutto ciò che ci ha dato e che Ella è. Financo al paradosso e al sacrificio dolorosissimo di essere trattati da ribelli e disubbidienti.88 Addirittura rivoluzionari. Ma invero che rivoluzionari? Quelli che mettono il mondo sotto i piedi e lo fanno girare come una macina da mulino.89 Coloro che stanno nei paradossi della Tradizione. E vedono quindi il mondo a gambe all’aria. Contemplano l’altare. E scorgono dunque il mondo appeso sul nulla. Appeso alla Croce e al Paradiso. Considerati pazzi. Nella notte del mondo e della Chiesa. Come Marcel Lefebvre. “Molti si limiterebbero a dire che avevo trascorso la notte con un pazzo. Quale altro termine, si dirà, può attribuirsi a un uomo del genere? […] Riguardo a ciò ho solo una cosa da dire e sono onorato di farlo, benché nessuno capirà. Sono convinto che quel pazzo non è semplicemente uno che sta tra di noi, ma è uno che ci è stato mandato: ci è stato mandato come una grande bufera, sulle navi di Colui che ha fatto dei venti i suoi angeli e dei fuochi ardenti i suoi messaggeri. E di questo sono senz’altro sicuro”.90 Una grande bufera buona che non ferisce nessuno e che sprigiona un fuoco dentro vite sfuocate.91 Un Vescovo nella tempesta.92

Quanto la tempesta abbattuta sul conchiuso orto che incrocia il cuore della Fraternità, proprio nell’atto di distribuire la Comunione. Nel Cuore della Madre, nell’infuriare della pioggia e del vento, stabant i fedeli recitando il Rosario.93 Cantando… Ave Maria! Un’esclamazione e un grido di battaglia.94 La preghiera da cui è iniziata la salvezza e da cui dipende la salvezza di ciascuno; che fece produrre il frutto di vita alla terra arida e sterile e farà germogliare in ogni cuore Gesù Cristo; rugiada celeste che irrora la terra dell’anima, perché dia frutto a suo tempo. Complimento che l’Altissimo fece rivolgere a Maria Santissima da un Arcangelo per guadagnarsene il Cuore e che riuscì così efficace, per le segrete attrattive di cui è pieno, da ottenere il consenso dell’umilissima Vergine all’Incarnazione del Verbo.95 Lode che fa guadagnare il Cuore Immacolato e Addolorato ai suoi piccoli figli.

Tanto ch’Ella ancora una volta risponde a ciascuno di essi con voce umana ma più alta, al modo di una casetta abbarbicata tra le nuvole:96 “Ma tu e tutta la stirpe di Cristo / siete ignoranti e coraggiosi, / e avete guerre che a stento vincete / e anime che a stento salvate. // Non dico nulla per il tuo conforto, / e neppure per il tuo desiderio, dico solo: / il cielo si fa già più scuro / ed il mare si fa sempre più grosso. // La notte sarà tre volte più buia su di te / e il cielo diventerà un manto d’acciaio. / Sai provar gioia senza un motivo, / dimmi, hai fede senza una speranza?”.97 Povere anime, anime ignoranti, deboli – con il Rosario fra le mani98 e il canto fra le labbra… Ave Maria! Rosa vermiglia nel mare e nella tempesta!99 Come un giglio tra i rovi, così l’amica mia tra le fanciulle.100 Come il fiore della rosa nei giorni di primavera.101 Nel pieno dell’inverno un tempo primaverile.102 “Alzati, mia amica, mia colomba, mia bellezza e vieni. Poiché, sì, l’inverno è passato, la pioggia è cessata, se n’è andata. Riappaiono i fiori sulla terra, il tempo del canto è venuto e la voce della tortora si ode nella nostra terra; il fico matura i suoi primaticci e le viti in fiore mandano profumo. Alzati, mia amica, mia bellezza e vieni. Colomba mia, che stai nelle fenditure della roccia, nel nascondiglio della rupe, mostrami il tuo aspetto, poiché la tua voce è soave e il tuo aspetto leggiadro”.103 

E saranno figli nella tempesta. Vescovi nella tempesta. Nel segreto della gioia. Sigillati nel Cuore ove si chiuse Colui che tutto l’universo non può contenere.104 Dove sono piantate sette spade. E l’anima magnifica. Con il più grande sacrificio di lode ricevuto da Dio nella legge della grazia, con il più umile e il più riconoscente, il più sublime e il più elevato di tutti i cantici.105 E lo spirito esulta.106 Fa i salti mortali perché è vivo! E se in tal guisa anela, verso gli atri del Signore, uno dei figli di Core: Cor meum et caro mea exulteverunt in Deo meo;107 così risponde Sant’Ambrogio: Sit in singulis Mariae anima, ut magnificet Dominum; sit in singulis spiritus Mariae, ut exsultet in Deo.108 Nel Cuore trafitto, colmo di sofferenze e di dolore, ugualmente pieno di gioia nell’unirsi al Sacrificio del suo divin Figlio, il quale glorificò la sua indipendenza e la sua maestà nel dipendere dall’amabile Vergine perfino nella morte, cui Ella doveva assistere, per compiere con Lei un medesimo sacrificio e per essere immolato col Suo consenso all’eterno Padre.109 Et exsultavit spiritus meus in Deo salutari meo.110

Lì dove è possibile amare la Chiesa e quindi soffrire per essa. Mentre il cielo sarà sempre più minaccioso. Noi continueremo a pregare e cantare il Rosario. Chiamati a stare al nostro posto di battaglia, quello che la Madonna ci assegna, come cosa e proprietà Sua, calcagno che umilmente schiaccia nelle anime infelici il capo del superbo serpente e ne distrugge con gaudio il corpo composto dalle più svariate eresie che tengono avvinto il mondo.111 “Perciò, noi lottiamo per consegnare all’Immacolata lo scettro di comando su ogni anima”.112 Finché arriverà il momento del trionfo del Cuore Immacolato e Addolorato in cui ricevere in ginocchio la Comunione! “Confidiamo nella Vergine Immacolata, immacolata nella sua Fede, come diceva il papa San Pio X. Ella sarà in grado di mantenerci integri e di conservare in noi questo spirito combattivo, che è lo spirito della Fraternità San Pio X. Uno spirito di battaglia per la fede, per la Messa, per il sacerdozio e per Cristo Re”.113 Guidati da quattro novelli valorosi combattenti114 che benedicono con una mano e brandiscono la spada della fede nell’altra mano,115 insieme ai vecchi re e al santo sorridente, sotto l’empireo finalmente fiorito e sereno. Sferzati dalla letizia dei giganti.116 Sereni come fanciulli. “Presso l’orlo angusto, verde da sempre, / dove l’immacolato gesso toccava il cariceto, / il bambino giocava, solo, divino, / come un bimbo gioca presso l’ultima linea / la linea sottile tra la terra e il respiro del mare. // […] Attraverso le ore dell’infanzia, lunghe o antiche di giorni, / egli edificò una sola torre invano – / in alto estolle le piccole pietre di una città, / e sempre più le pietre limpidissime cadono a terra, / ed egli le impila e le erige di nuovo al cielo. // […] il bambino, che il Tempo mai può stancare, / canta presso l’orlo del Cavallo Bianco”.117 Lieti nel buio. “Gli uomini dell’Est scrutano le stelle, / per segnare gli eventi e i trionfi, / ma gli uomini segnati dalla croce di Cristo / vanno lieti nel buio. // Gli uomini dell’Est studiano le pergamene, / per conoscere i destini e la fama, / ma gli uomini che hanno bevuto il sangue di Cristo / vanno cantando di fronte alle ingiurie”.118 Sempre in Corde Matris…

E anch’io – tapino Saltimbanco – ho fede che ci sia ancora e ci sarà ognora un posto in questo Cuore materno. Una casa per uno che sa fare solo acrobazie maldestre. E fischia malamente sulla cima di un pioppo.119

For love, our Lord, at the end of the world, Sits a red horse like a throne, With a brazen helm and an iron bow, But one arrow alone. Love with the shield of the Broken Heart Ever his bow doth bend, With a single shaft for a single prize, And the ultimate bolt that parts and flies Comes with a thunder of split skies, And a sound of souls that rend. So shall you earn a king’s sword, Who cast your sword away.
Gilbert Keith Chesterton, The Ballad of the White Horse, Londra, Methuen, 1911, Book V. Ethandune: The first Stroke, vv. 51-52.

You will not be able rationally to read the Gospel and regard the Crucifixion as an afterthought or an anti-climax or an accident in the life of Christ; it is obviously the point of the story like the point of a sword, the sword that pierced the heart of the Mother of God. Gilbert Keith Chesterton, St. Thomas Aquinas. St. Francis of Assisi, San Francisco, Ignatius Press, 2002, St. Francis of Assisi, Chapter I. The Problem of St. Francis, p. 195.

Cor Jesu adveniat Regnum tuum. Adveniat per Mariam. Por fim, o Meu Imaculado Coração triunfará.

Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat!

A Daniele, salvato dal Santo Rosario e chiamato da Nostra Signora nel giorno gioioso della Visitazione.


1 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, Manalive, Edited by Dale Ahlquist, San Francisco, Ignatius Press, 2011, Part II. The Explanations of Innocent Smith, Chapter II. The Two Curates. Si legga soprattutto la lettera del Curato Raymond Percy circa la questione del ladro, della porta e dell’effrazione domestica; e l’intera opera per quanto concerne l’immagine delle due gambe e quindi e più in generale l’uomo vivo – portato dal vento e recante il fuoco -, gli enigmi, il processo, le accuse, le difese, le spiegazioni. Si percorra l’intero romanzo per scoprire infine il rapporto tra Innocent Smith e Mary Gray, che è il segreto e il cuore di Manalive, e il legame tra i loro nomi e l’anglica interiezione manalive! (cfr. Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo, a cura di Annalisa Teggi, prefazione di Edoardo Rialti, Torino, Lindau, 2025, Nota del traduttore. La famiglia Evviva, pp. 243-251), nonché l’intreccio allegorico tra Mary Gray e la porta, la casa, il giardino – per cui sarà necessario un affondo nei capitoli The Garden of the God della Prima Parte e The Round Road e How the Great Wind Went from Beacon House della Seconda. Pennellate di quadri che limiteranno l’intero articolo. Tornando al frangente testuale, l’ultima espressione prima dei puntini di sospensione tenta di tradurre “topsy-turvy trespass” (p. 139), in cui il lessema composto “topsy-turvy” sta a “sottosopra”, significando il capovolgimento fisico e spirituale di Innocent e di Raymond alla Santa Claus, analizzato fino in fondo ed esaltato nel capitolo quinto del St. Francis of Assisi intitolato The Jongleur de Dieu (cfr. la nota 10 per l’edizione di riferimento) attraverso il capovolgimento fisico del Saltimbanco di Nostra Signora e quello spirituale del Giullare di Dio San Francesco – “a profound spiritual revolution”… nel senso letterale e paradossale del termine. Si coglie infine la prima nota volante con i piedi per confessare di aver cernito anche Gilbert Keith Chesterton, Le preghiere dell’Uomo vivo, Verona, Fede & Cultura, 2023 per proseguire nel corrente e improbabile elzeviro le meditazioni tra il magrissimo Saltimbanco scribacchino e il sesquipedale Santo scrittore – entrambi ai piedi di Nostra Signora.
2 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, Manalive, cit., Part II. The Explanations of Innocent Smith, Chapter II. The Two Curates, p. 144. In ispecie lo stralcio: “Framed in the open doorway stood…”.
3 Apocalisse, VII, 14-17.
4 Il riferimento è ai fatti (e ai luoghi) riportati di seguito: https://www.radiospada.org/2026/04/mentre-il-vaticano-piega-il-capo-davanti-allarcivescov-eretic-anglican-a-treviso-il-vescovo-nega-una-chiesa-alla-fsspx-per-le-cresime/ e https://www.radiospada.org/2026/04/il-vescovo-di-treviso-torna-sui-suoi-passi-e-rimette-a-disposizione-la-chiesa-per-le-cresime/ https://t.me/Priorato_Silea/1839
5 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, op. cit., Part II. The Explanations of Innocent Smith, Chapter II. The Two Curates, p. 139.
6 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, Santa Claus and Science in The Commonweal, Volume XXIII, Number 8, 20 December 1935, pp. 201-202.
7 Fin qui cfr. Gilbert Keith Chesterton, Manalive, cit., Part II. The Explanations of Innocent Smith, Chapter II. The Two Curates, p. 140.
8 Cfr. Ibidem, p. 142.
9 Cfr. Cristina Campo, Note sopra la liturgia in Id., Sotto falso nome, Milano, Adelphi Edizioni, 2022, spec. pp. 134-135.
10 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, op. cit., Part II. The Explanations of Innocent Smith, Chapter II. The Two Curates, p. 141; Id., St. Thomas Aquinas. St. Francis of Assisi, San Francisco, Ignatius Press, 2002, St. Francis of Assisi, Chapter V. The Jongleur de Dieu, pp. 246-247, 249.
11 Cfr. Id., Manalive, cit., Part II. The Explanations of Innocent Smith, Chapter III. The Round Road, pp. 156-157.
12 Cfr. Ibidem, p. 179.
13 Cfr. Mons. Louis-Gaston de Ségur – Mons. Jean-Joseph Gaume, La rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuro, Cermenate, Edizioni Radio Spada, 2023, La rivoluzione di Mons. Louis-Gaston de Ségur, Capitolo IV. Qual è il vero padre della Rivoluzione e quando è nata.
14 Gilbert Keith Chesterton, The Ball and the Cross, New York, John Lane Company, 1909, Chapter XIV. The Museum of Souls, p. 279.
15 Da qui in poi, per quanto concerne i passi dall’Ordinario della Messa, si veda Dom Gaspare Lefebvre, O.S.B., Messale Romano Quotidiano, a cura dell’Apostolato Liturgico di Genova, Casale Monferrato, Edizioni Piane, 2024.
16 Gilbert Keith Chesterton, The Collected Works of G. K. Chesterton, X, Collected Poetry, Part I, San Francisco, Ignatius Press, 1994, V. Poems of Love, A little litany, p. 356, vv. 1-4.
17 Cfr. l’orazione Virginum custos et pater; Dante Alighieri, La Divina Commedia, Vol. III, Paradiso, con il commento di Anna Maria Chiavacci Leonardi, Milano, Mondadori, 2005, Canto XXXIII, v. 2.
18 Gilbert Keith Chesterton, The Collected Works of G. K. Chesterton, X, Collected Poetry, Part I, cit., p. 357, vv. 13-16.
19 Cfr. Id., Manalive, cit., Part I. The Enigmas of Innocent Smith, Chapter I. How the Great Wind Came to Beacon House, p. 14. È esattamente ciò che accade allegoricamente tra Innocent Smith – San Giuseppe, l’Arcangelo Gabriele – e Mary Gray – Maria Santissima, l’Immacolata Concezione – nei capitoli III e IV della Prima Parte. Cfr. la bolla dogmatica Ineffabilis Deus circa l’importantissimo “uno eodemque decreto” a cui l’articolo accenna, passo ripreso dal Rev. Don Davide Pagliarani nella sua storica Dichiarazione di Fede Cattolica (p. 2). https://www.radiospada.org/2018/12/ineffabilis-deus-pio-ix-e-il-dogma-dellimmacolata-concezione/ e https://fsspx.it/sites/default/files/documents/ 2026-05-14_dichiarazione_di_fede_cattolica_it.pdf
20 Dante Alighieri, op. cit., Vol. III, Paradiso, cit., Canto XXXIII, vv. 7-9.
21 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, Heretics, Providence, Cluny Media, 2023, Chapter VII. Omar and the Sacred Vine, p. 71.
22 Cristina Campo, La Tigre Assenza, Milano, Adelphi Edizioni, 2024, Poesie, Poesie sparse, Missa Romana, p. 41, vv. 18-27.
23 Dom Prosper Guéranger, Spiegazione delle preghiere e delle cerimonie della Santa Messa, Casale Monferrato, Edizioni Piane, 2021, Consacrazione dell’Ostia, p. 92.
24 Cristina Campo, op. cit., Poesie, Poesie sparse, Missa Romana, p. 42, vv. 52-55.
25 Cfr. Filippesi, II, 7-8.
26 Dom Prosper Guéranger, op. cit., Consacrazione del vino, pp. 96-98.
27 Gilbert Keith Chesterton, The Ballad of the White Horse, Londra, Methuen, 1911, Dedication, vv. 51-52.
28 Id., The Collected Works of G. K. Chesterton, X, Collected Poetry, Part I, cit., I. Juvenile and Early Poems, “Thank God”, p. 80, vv. 9-12.
29 Cfr. Id., Orthodoxy, Providence, Cluny Media, 2023, Chapter IX. Authority and the Adventurer, p. 197.
30 Cfr. Id., The Ball and the Cross, cit., Chapter I. A Discussion Somewhat in the Air, p. 24; Dante Alighieri, op. cit., Vol. III, Paradiso, cit., Canto XXXIII, v. 8.
31 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, St. Thomas Aquinas. St. Francis of Assisi, cit., St. Francis of Assisi, Chapter V. The Jongleur de Dieu, p. 247.
32 Cfr. Id., The Ballad of the White Horse, cit., Book II. The Gathering of the Chiefs, vv. 3, 11.
33 Cfr. Fontes Franciscani, a cura di Enrico Menestò e Stefano Brufani, et al., S. Maria degli Angeli, Edizioni Porziuncola, 1995, Actus beati Francisci et sociorum eius, Caput VII. De magisterio s. Francisci ad fr. Leonem, quod in sola cruce sit perfecta letitia, p. 2101, 17-20.
34 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, The Collected Works of G. K. Chesterton, X, Collected Poetry, Part I, cit., V. Poems of Love, A little litany, p. 356, vv. 1-2.
35 Sant’Antonio di Padova, I Sermoni, traduzione di p. Giordano Tollardo, O.F.M. Conv., Padova, Edizioni Messaggero Padova, 2013, Sermoni domenicali e festivi, Ascensione del Signore, III. L’Ascensione di Gesù al cielo, p. 355. Per cfr. i Sermones dominicales et festivi e l’ingente e accurato lavoro di Padre Valentino Strappazzon, O.F.M. Conv., in file pdf consultabili e scaricabili, si veda il link di seguito: https://www.centrostudiantoniani.it/fonti-dei-sermones
36 Cfr. Il Libro d’Oro di Maria Santissima, Cermenate, Edizioni Radio Spada, 2021, Il trattato della vera devozione alla Santa Vergine di San Luigi Maria Grignion de Montfort, Parte seconda. Sulla devozione più eccellente alla Santa Vergine ovvero la perfetta Consacrazione a Gesù per mezzo di Maria, Supplemento. Modo di praticare questa devozione nella Santa Comunione, p. 104, n. 266; Fonti Kolbiane, Padova, Edizioni Messaggero Padova, 2017, Volume II, Altri Scritti, Articoli, SK 1094, Attraverso l’Immacolata al Sacratissimo Cuore di Gesù, p. 325.
37 Cfr. S. Luca, XII, 37.
38 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo, cit., Parte prima. Gli enigmi di Innocent Smith, Capitolo II. Il bagaglio di un ottimista, p. 40.
39 Cfr. Id., St. Thomas Aquinas. St. Francis of Assisi, cit., St. Francis of Assisi, Chapter V. The Jongleur de Dieu, p. 249.
40 Cfr. Id., The Everlasting Man, New York, Dodd, Mead & Company, 1925, Part II. On the Man called Christ, Chapter IV. The Witness of the Heretics, Chapter V. The Escape from Paganism, pp. 263-265, 311.
41 La Beata Sempre Vergine Maria è per eccellenza Ianua caeli, una delle litanie lauretane scelta da Chesterton per la citata poesia A little litany; “quae es effecta fulgida caeli porta” al secondo verso della prosa liturgica Inviolata.
42 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, Manalive, cit., Part II. The Explanations of Innocent Smith, Chapter III. The Round Road, pp. 156.
43 Maria Santissima è Domus aurea – altra litania lauretana scelta nei versi di A little litany. L’Immacolata è hortus conclusus, fons signatus e paradisus di Dio: parole divine del Cantico dei Cantici che lo Spirito Santo accese per la Sua Sposa e che la Chiesa non si sazia mai di rivolgere alla propria Madre. Cfr. Gilbert Keith Chesterton, Manalive, cit., Part I. The Enigmas of Innocent Smith, Chapter III. The Banner of Beacon, Chapter III. The Garden of God; Ibidem, Part II. The Explanations of Innocent Smith, Chapter V. How the Great Wind Went from Beacon House.
44 Dal Discorso di Paolo VI nel Concistoro segreto per la nomina di venti Cardinali del 24 maggio 1976. https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/speeches/1976/documents/hf_p-vi_spe_19760524_concistoro.html
45 Cfr. Mons. Louis-Gaston de Ségur – Mons. Jean-Joseph Gaume, op. cit., La rivoluzione di Mons. Louis-Gaston de Ségur, Capitolo IV. Qual è il vero padre della Rivoluzione e quando è nata; l’Omelia di Paolo VI nella Santa Messa per il IX anniversario dell’Incoronazione di Sua Santità del 29 giugno 1972. https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/homilies/1972/documents/hf_p-vi_hom_19720629.html
46 Dal menzionato Discorso di Paolo VI del 24 maggio 1976.
47 Cfr. Sr. Maria Francesca Perillo, F.I., Le origini apostolico-patristiche della Messa Tridentina ne Il Settimanale di Padre Pio, 2011, nn. 22 (pp. 13-14), 23 (pp. 12-13), 24 (pp. 12-13), 25 (pp. 22-23), 26 (pp. 15-17), 27 (pp. 13-14), 28 (pp. 18-19), 29 (pp. 16-19). https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/p/cari-amici-quando-ho-ascoltato-il-testo.html
48 Da “unspoilt love” in Gilbert Keith Chesterton, St. Thomas Aquinas. St. Francis of Assisi, cit., St. Francis of Assisi, Chapter V. The Jongleur de Dieu, p. 252.
49 Per il superlativo “umilissima”, cfr. Padre Stefano M. Manelli, F.I., Commentario al Trattato della vera devozione a Maria di San Luigi M. Grignion da Montfort, Frigento, Casa Mariana Editrice, 2017, Parte Terza. La perfetta consacrazione a Gesù Cristo, Capitolo V. Espressioni e impegni della consacrazione, Pratiche esteriori, p. 414, n. 253.
50 Cfr. Il Libro d’Oro di Maria Santissima, cit., Il trattato della vera devozione alla Santa Vergine di San Luigi Maria Grignion de Montfort, Parte prima. Della devozione alla Santa Vergine in generale, Capitolo I. Eccellenza e necessità della devozione alla Santa Vergine, pp. 15-16, n. 18; Ibidem, Parte seconda. Sulla devozione più eccellente alla Santa Vergine ovvero la perfetta Consacrazione a Gesù per mezzo di Maria, Capitolo II. Motivi di questa perfetta Consacrazione, Capitolo IV. Pratiche particolari di questa devozione, pp. 57-58, 95-97, nn. 138-139, 243, 247-248.
51 Cfr. Padre Gaetano da Bergamo, O.F.M. Cap., La Passione di Gesù Cristo, Casale Monferrato, Edizioni Piane, 2020, XXVII. Gesù Cristo lava i piedi agli apostoli, pp. 56-58; Via Crucis. Meditazioni tratte dagli scritti di San Pio da Pietrelcina, Frigento, Casa Mariana Editrice, 2014, Sesta stazione. La Veronica asciuga il Volto di Gesù.
52 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, The Collected Works of G. K. Chesterton, X, Collected Poetry, Part I, cit., V. Poems of Love, A little litany, p. 357, v. 22; Id., Manalive, cit., Part II. The Explanations of Innocent Smith, Chapter IV. The Wild Weddings, pp. 187, 189; Id., St. Thomas Aquinas. St. Francis of Assisi, cit., St. Francis of Assisi, Chapter V. The Jongleur de Dieu, pp. 247-248.
53 Via Crucis. Meditazioni tratte dagli scritti di San Pio da Pietrelcina, cit., Nona stazione. Gesù cade la terza volta.
54 Fontes Franciscani, cit., Actus beati Francisci et sociorum eius, Caput VII. De magisterio s. Francisci ad fr. Leonem, quod in sola cruce sit perfecta letitia, p. 2101, 17-20.
55 Galati, VI, 14.
56 Cfr. La Santa Messa. Spiegazione storica, dogmatica, liturgica, Casale Monferrato, Edizioni Piane, 2020, Che cosa dice e che cosa fa il Sacerdote quando celebra la Messa, p. 64; S. Giovanni, XIX, 17.
57 Cfr. la vignetta di Giovannino apparsa ne Il Borghese del 21 ottobre 1965. https://www.radiospada.org/2019/07/guareschi-a-don-camillo-lei-ha-il-sacro-terrore-duna-divisione-fra-i-cattolici-ma-esiste-gia/ https://www.giovanninoguareschi.com/Fogliaccio-69-ridotto.pdf
58 Dalla “Lettera” che Guareschi indirizzò a Don Camillo ne Il Borghese del 1 febbraio 1968. Cfr. Alessandro Gnocchi, Lettere ai posteri di Giovannino Guareschi, Venezia, Marsilio Editori, 2022, Prima Parte. Caro Don Camillo… suo Guareschi. Lettere di un cattolico poco conciliante, La nuova Pentecoste. Quando sulla Chiesa discende lo spirito del mondo, p. 56.
59 Cristina Campo, Gli imperdonabili, Milano, Adelphi Edizioni, 2012, Sensi soprannaturali, Sensi soprannaturali, p. 246.
60 Cfr. Genesi IV, 3-5; Salmo XXI, 19; Salmo CXXXIV, 15; Matt. XXVII, 35; S. Marco, XV, 24; S. Luca, XXIII, 34; S. Giovanni, XIX, 23-24; Canone della Messa e specialmente il suo Seguito sempre in Dom Gaspare Lefebvre, O.S.B., op. cit.; Breviarium Romanum ex decreto SS. Concilii Tridentini restitutum Summorum Pontificum cura recognitum, Editio amplificata Tauriniensis decima tertia iuxta Typicam, Taurini, Marietti, Romae, S. Sedis Apostolicae et S. Rituum Congr. Typographi, 1952, Pars verna, Proprium Sanctorum, Die 3 Maji, In Inventione Sanctae Crucis, Ad Matutinum, In II Nocturno, Lectio IV, p. 1041; Tito Casini, La tunica stracciata. Lettera di un cattolico sulla “Riforma liturgica”, Prefazione del Cardinale Antonio Bacci, Roma, Sates, 1967. Dalla Messa tridentina al Novus Horror: quattro chiacchiere su prima e dopo la riforma liturgica. https://www.youtube.com/watch?v=FWnMo27wDKU Novus Ordo Missae: un giro sulla scena del crimine. https://www.youtube.com/watch?v=rxNxdcYvjAU
61 Cfr. Cantico dei Cantici, VI, 10.
62 Cfr. Don Nello Castello, La storia di Fatima scritta da Lucia, Frigento, Casa Mariana Editrice, 2014, Luglio, 13 Luglio 1917, p. 122.
63 Cfr. l’omelia di Mons. Marcel Lefebvre pronunciata durante la Messa solenne celebrata a Fatima il 22 agosto 1987. https://fsspx.news/it/news/mons-lefebvre-fatima-8626
64 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo, cit., Seconda Parte. Le spiegazioni di Innocent Smith, Capitolo III. La via circolare, pp. 194, 200, 203, 208.
65 Fonti Kolbiane, cit., Volume II, Altri Scritti, Articoli, SK 1094, Attraverso l’Immacolata al Sacratissimo Cuore di Gesù, pp. 325-326.
66 Cfr. Ibidem, Volume II, Altri Scritti, Per un libro, SK 1334, L’Immacolata è tua – tu sei di Lei, p. 643.
67 Cfr. Ibidem, Volume II, Altri Scritti, Per un libro, SK 1331, Atto di consacrazione all’Immacolata, pp. 637; Via Crucis di San Leonardo da Porto Maurizio, Imperia – Frigento, Centro Studi Leonardiani – Casa Mariana Editrice, 2008, Decima stazione. Gesù spogliato, Tredicesima stazione. Gesù deposto dalla Croce; Via Crucis. Meditazioni del Sacerdote Dolindo Ruotolo, Napoli, Casa Mariana Editrice “Apostolato Stampa”, 2009, Decima stazione. Gesù spogliato e abbeverato di fiele, p. 23.
68 Cfr. Apocalisse, VII, 14-17; S. Luca, II, 34 e il “pertransivit gladius” della sequenza Stabat Mater; Gilbert Keith Chesterton, La ballata del cavallo bianco, Traduzione di Annalisa Teggi, Rimini, Raffaelli Editore, 2013, Libro I. La visione del re, v. 203.
69 Cfr. Id., The Ballad of the White Horse, cit., Book I. The Vision of the King, v. 177.
70 Cfr. Libretto delle Consacrazioni Episcopali, Consacrazione di più vescovi. Messa del Preziosissimo Sangue. Messa della Visitazione, Secondo il Pontificale Romano e il Messale Romano, Edizioni tipiche del 1962, Riddes, Éditions IRIS, 2026, Cerimonia della Consacrazione, Terza Parte della Consacrazione. Insediamento e ringraziamento, Imposizione della mitra, p. 89.
71 Cfr. Dom Gaspare Lefebvre, O.S.B., op. cit., Appendice, Litanie del preziosissimo Sangue di N. S. G. C., pp. 1817-1818.
72 Cfr. il Sermone di Don Davide Pagliarani pronunciato in occasione delle Consacrazioni Episcopali celebrate a Ecône il 1 luglio 2026. https://fsspx.news/it/news/econe-2026-il-sermone-di-don-pagliarani-alle-consacrazioni-episcopali-59927
73 Sette Spade e Sette Campioni della Cristianità, similmente a The Queen of Seven Swords, raccolta chestertoniana di 24 poemi religiosi pubblicata nel 1926.
74 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, The Collected Works of G. K. Chesterton, X, Collected Poetry, Part III, San Francisco, Ignatius Press, 2010, XI. Poems from The Queen of Seven Swords, The Queen of Seven Swords, p. 372, vv. 20-21.

75 Cfr. Id., The Autobiography of G. K. Chesterton, New York, Sheed & Ward, 1936, Chapter IV. How to Be a Lunatic, pp. 75-76.

76 Cfr. il Sermone di Don Davide Pagliarani della nota 72.
77 Dalla storica dichiarazione di Mons. Marcel Lefebvre del 21 novembre 1974. https://fsspx.it/it/news/la-storica-dichiarazione-di-mons-marcel-lefebvre-22955
78 S. Matteo, XXVI, 31.
79 S. Luca, XXII, 53.
80 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, Manalive, cit., Part II. The Explanations of Innocent Smith, Chapter III. The Round Road, p. 156.
81 Cfr. il noto Sermone (nota 72).
82 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, The Collected Works of G. K. Chesterton, X, Collected Poetry, Part III, cit., IX. Poems of the Early 1920s, The Convert, p. 313, vv. 1-2, 14.
83 Mons. Marcel Lefebvre, La crociata, Casale Monferrato, Edizioni Piane, 2021, Una crociata per la difesa della fede, Venezia, Chiesa di San Simeon piccolo, 7 aprile 1980. https://www.radiospada.org/2025/01/audio-omelia-di-mons-lefebvre-sulla-messa-di-paolo-vie-la-crisi-nella-chiesa-venezia-7-aprile-1980
84 Cfr. Il Libro d’Oro di Maria Santissima, cit., Il trattato della vera devozione alla Santa Vergine di San Luigi Maria Grignion de Montfort, Parte prima. Della devozione alla Santa Vergine in generale, Capitolo II. Discernimento della vera devozione alla Santa Vergine, pp. 33-36, nn. 68-77; Ibidem, Parte seconda. Sulla devozione più eccellente alla Santa Vergine ovvero la perfetta Consacrazione a Gesù per mezzo di Maria, Capitolo I. In che cosa consiste la perfetta Consacrazione a Gesù Cristo, Capitolo IV. Pratiche particolari di questa devozione, pp. 53-54, 93-94, nn. 126-127, 237-239.
85 Cfr. Libretto delle Consacrazioni Episcopali, cit., Cerimonia della Consacrazione, Prima Parte della Consacrazione. Atti preliminari alla consacrazione episcopale, Esame, pp. 12-16.
86 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, Heretics, cit., Chapter IX. The Moods of Mr. George Moore, p. 87.
87 Cfr. Id., The Autobiography of G. K. Chesterton, cit., Chapter IV. How to Be a Lunatic, pp. 75.
88 Cfr. il Sermone di Don Davide Pagliarani (nota 72); AA. VV., Al servizio della Chiesa. Le consacrazioni episcopali della Fraternità San Pio X, Casale Monferrato, Edizioni Piane, 2026; Don Daniele Di Sorco, Né scismatici né disobbedienti, 7 luglio 2026: https://fsspx.it/it/news/ne-scismatici-ne-disobbedienti-60010 – Consacrazioni episcopali FSSPX: intervista a don Gabriele D’Avino. https://www.youtube.com/watch?v=jwpcFcoiLoc – I lefebvriani: «Non siamo fuori dalla Chiesa» – Galt Right. https://www.youtube.com/watch?v=mfCMTBJERUg
89 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo, cit., Seconda Parte. Le spiegazioni di Innocent Smith, Capitolo III. La via circolare, p. 208.
90 Ibidem, Seconda Parte. Le spiegazioni di Innocent Smith, Capitolo II. La via circolare, p. 183.
91 Cfr. Ibidem, Prima Parte. Gli enigmi di Innocent Smith, Capitolo I. Come il gran vento giunse a Casa Beacon, pp. 17-18.
92 Cfr. il film Monseigneur Lefebvre. Un evêque dans la tempête presentato dall’Association de Défense du Patrimoine Chrétien: https://www.youtube.com/watch?v=2Q-k4M7gTwg https://vimeo.com/674906659
93 Ordine nel disordine – I fedeli alle consacrazioni di Écône durante il temporale. https://www.youtube.com/shorts/F0Co-rU9ivE
Écône 2026 – Sotto il temporale pregano il Rosario per il Santo Padre e per tutta la Chiesa.
94 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo, cit., Nota del traduttore. La famiglia Evviva, p. 250.
95 Cfr. Padre Stefano M. Manelli, F.I., op. cit., Parte Terza. La perfetta consacrazione a Gesù Cristo, Capitolo V. Espressioni e impegni della consacrazione, Pratiche esteriori, pp. 409, 414, nn. 249, 252.
96 Cfr. Gilbert Keith Chesterton, La ballata del cavallo bianco, cit., Libro I. La visione del re, vv. 203-204.
97 Ibidem, vv. 250-261.
98 Uno degli ultimi messaggi di Mons. Williamson: parole commoventi sul S. Rosario. https://www.youtube.com/watch?v=KlfuMLmmm4k
99 Cfr. Il Libro d’Oro di Maria Santissima, cit., Il trattato della vera devozione alla Santa Vergine di San Luigi Maria Grignion de Montfort, Parte seconda. Sulla devozione più eccellente alla Santa Vergine ovvero la perfetta Consacrazione a Gesù per mezzo di Maria, Capitolo IV. Pratiche particolari di questa devozione, p. 99, n. 253; Sant’Antonio di Padova, op. cit., Sermoni mariani e delle feste dei Santi, Annunciazione della Beata Vergine Maria (2), V. Sermone allegorico, p. 1139.
100 Cfr. Cantico dei Cantici, II, 2; la spiegazione dello stemma di Sua Eccellenza Monsignor Marc Hanappier: https://fsspx.news/it/news/gli-stemmi-e-i-motti-dei-futuri-vescovi-59846
101 Cfr. Ecclesiastico, L, 8.
102 Cfr. Sant’Antonio di Padova, op. cit., Sermoni mariani e delle feste dei Santi, Annunciazione della Beata Vergine Maria (1), III. La natività del Signore, p. 1091.
103 Dalla Lettura dal Cantico dei Cantici (Cantico dei Cantici, II, 8-14) della festa della Visitazione della Beata Vergine Maria.
104 Cfr. il Graduale della festa della Visitazione della Beata Vergine Maria.
105 Cfr. Il Libro d’Oro di Maria Santissima, cit., Il trattato della vera devozione alla Santa Vergine di San Luigi Maria Grignion de Montfort, Parte seconda. Sulla devozione più eccellente alla Santa Vergine ovvero la perfetta Consacrazione a Gesù per mezzo di Maria, Capitolo IV. Pratiche particolari di questa devozione, p. 99, n. 255.
106 Cfr. il Vangelo di S. Luca (S. Luca, I, 39-47) della festa della Visitazione della Beata Vergine Maria e, in ispecie, il triplice exsultavit!
107 Cfr. Salmo LXXXIII, 3; Cristina Campo, Gli imperdonabili, cit., Sensi soprannaturali, Sensi soprannaturali, pp. 240-241.
108 Cfr. Il Libro d’Oro di Maria Santissima, cit., Il trattato della vera devozione alla Santa Vergine di San Luigi Maria Grignion de Montfort, Parte seconda. Sulla devozione più eccellente alla Santa Vergine ovvero la perfetta Consacrazione a Gesù per mezzo di Maria, Capitolo IV. Pratiche particolari di questa devozione, p. 100, n. 258.
109 Cfr. Ibidem, Parte prima. Della devozione alla Santa Vergine in generale, Capitolo I. Eccellenza e necessità della devozione alla Santa Vergine, p. 16, n. 18; Mons. Marcel Lefebvre, La crociata, cit., Una crociata basata sul Santo sacrificio della Messa, Omelia per il Giubileo sacerdotale, Parigi, Chiesa di San Nicolas-du-Chardonnet, 23 settembre 1979 https://laportelatine.org/formation/mgr-lefebvre/textes/sermon-du-jubile-sacerdotal-paris-le-23-septembre-1979-mgr-lefebvre
110 S. Luca, I, 47.
111 Cfr. Fonti Kolbiane, cit., Volume II, Altri Scritti, Per un libro, SK 1330, Essenza [della M. I.]. Contenuto della pagella d’iscrizione alla Milizia dell’Immacolata, p. 634; Ibidem, SK 1331, Atto di consacrazione all’Immacolata, pp. 636, 639; il responsorio Gaude, Maria Virgo in Breviarium Romanum, cit., Pars verna, Proprium Sanctorum, Die 25 Martii, In Annunciatione Beatae Mariae Virginis, Ad Matutinum, In III Nocturno, dopo la Lectio VIII, p. 889.
112 Cfr. Fonti Kolbiane, cit., Volume II, Altri Scritti, Articoli, SK 1094, Attraverso l’Immacolata al Sacratissimo Cuore di Gesù, p. 326.
113 Sono parole di Mons. Bernard Tissier de Mallerais, conservate nel retro del santino per la sua nascita al Cielo.
114 Cfr. Libretto delle Consacrazioni Episcopali, cit., Cerimonia della Consacrazione, Terza Parte della Consacrazione. Insediamento e ringraziamento, Imposizione della mitra, p. 89.
115 Cfr. il Sermone del 1 luglio 2026 (nota 72); Gilbert Keith Chesterton, The Ballad of the White Horse, cit., Book VII. Ethandune: the Last Charge, v. 204.
116 Cfr. Id., La ballata del cavallo bianco, cit., Libro II. L’adunata dei capi, v. 3.
117 Cfr. Id., The Ballad of the White Horse, cit., Book VII. Ethandune: the Last Charge, vv. 6-10, 16-20, 29-30. In una traductio da saltare sul banco.
118 Id., La ballata del cavallo bianco, cit., Libro I. La visione del re, vv. 231-238.
119 Riprendendo ciò che scriveva Giovannino Guareschi a un amico da Cademario (Cadegigi), l’11 gennaio 1968, pochi mesi prima di spiccare l’ultimo volo.