Con piacere annunciamo ai lettori che sarà possibile ordinare anche presso Radio Spada tre volumi della casa editrice Inquadrature Perfette. Si tratta di Congetture spagnole. Intervento all’università di Madrid (1944) di Ernesto Giménez Caballero, Pro Cinema. La Settima Arte vista dalla Chiesa di Marco Da Pozzo e di Il cinema farà da sé. Pensieri e appunti di inizio secolo di Giuseppe Prezzolini.
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Di seguito le schede più dettagliate dei tre volumi.

Ernesto Giménez Caballero fu una figura fra le più poliedriche nelle schiere intellettuali della Spagna moderna. Scrittore, politico e giornalista, docente di letteratura e nazional-sindacalista, coraggioso promotore di avanguardie, regista e fondatore – insieme a Luis Buñuel – del primo cineclub spagnolo, non vi fu esperienza culturale che egli non abbia voluto saggiare a mente e cuore aperti.
Questo libro, significativamente rinominato Congetture spagnole, costituisce la prima traduzione italiana di El cine y la cultura humana, trascrizione di una lectio tenuta nel 1944 presso l’Università Complutense di Madrid, e oltre a rappresentare l’apice – in merito a compiutezza e chiarezza – delle riflessioni cinematografiche dell’Autore, si pone come una preziosa testimonianza della capacità elaborativa di un intelletto brillante, e di uno spirito mosso da un sincero amore per il bello.
Congetture spagnole è un’opera lungimirante e avvincente, che prende per mano il lettore-studente e lo conduce in un appassionante viaggio nelle origini culturali, tecniche e spirituali della Settima Arte, ponendo le basi per quello che – a tutti gli effetti – si può autenticamente definire un vero “cinema identitario”. Un cammino, dunque, in cui davvero altro non rimane che addentrarsi.
Euro 12.

Quando, nel 1898, William Kennedy Laurie Dickson filmò Papa Leone XIII benedire gli astanti nei Giardini Vaticani, si apprestava – che ne fosse consapevole o meno – a realizzare uno spartiacque nella bimillenaria vicenda del Cattolicesimo romano. Mai prima, infatti, un Pontefice, un Vicario di Cristo, era stato immortalato nell’umanità di una pellicola, e quei minuti, silenti ed incredibilmente espressivi, non avrebbero potuto rimanere senza conseguenze. Così fu.
Pontificato dopo pontificato, decennio dopo decennio, da quel brevissimo film in avanti la Chiesa imparò a conoscere il cinema. Ne apprezzò la capacità pastorale, trasformando le parrocchie in centri di diffusione ancora oggi con pochi pari; ne contestò aspramente certe licenze ritenute inaccettabili, facendo tuonare, dove ritenuto opportuno, la forza del proprio Magistero; lo usò per parlare alle giovani generazioni, per ribadire definizioni immutabili, per provare, fra polemiche e applausi, irritazioni ed encomi, a farsi partecipe, in un modo o nell’altro, della sua dirompente novità, e non rimanerne soltanto spettatrice inerte e passiva.
In Pro Cinema, Marco Da Pozzo ripercorre con minuzioso scrupolo e dovizia di dettagli, ma al contempo con grande semplicità e chiarezza, più di un secolo di lettere apostoliche, encicliche, discorsi, convegni, film, richiami, appelli, timori, un secolo in cui l’antica Cattedra di Pietro si è confrontata con la più innovativa delle arti e la più penetrante delle moderne forme di comunicazione. Un secolo che, con quella benedizione papale impressa su pellicola, ebbe inizio, e che ancora oggi, nell’era dell’inarrestabile progresso della tecnologia, è ben lungi dal concludersi.
Euro 20.

Nel corso di ben cento anni di vita, Giuseppe Prezzolini (1882-1982) seppe influenzare in maniera indelebile il corso della lunga tradizione del giornalismo italiano. Uomo dai mille interessi e dalla penna sferzante, a cavallo di due secoli fu testimone di cambiamenti epocali, guerre mondiali, e un’Italia che in anima, cultura e coscienza mutava di decennio in decennio, evoluzione che, dalle pagine dei giornali con cui collaborò, non mancò mai di raccontare con la puntualità, la precisione, lo spirito critico che sempre lo contraddistinsero.
Ovviamente, nella poliedria di campi d’interesse su cui la sua attenzione ebbe a soffermarsi, non poteva non comparire la Settima Arte. Il cinema farà da sé, titolo ispirato ad un’affermazione da lui stesso espressa in uno degli articoli inclusi in questa antologia, offre al lettore una panoramica delle sue osservazioni d’inizio Novecento, figlie del suo sguardo curioso rispetto a un mezzo, quello cinematografico, all’epoca nei suoi anni verdi, e le cui ripercussoni sociali e intellettuali erano ancora in via di comprensione.
Arricchito da un ulteriore contributo di Giovanni Papini e dalla preziosa prefazione di Luigi Iannone, Il cinema farà da sé è, dunque, prima di tutto un monito, che al cospetto dei nostri contemporanei riecheggia dalle parole passate di una delle menti più brillanti, originali, sagaci della cultura italiana: l’arte, non solo cinematografica, è viva, e la società può, deve, farci i conti, capirla, accostarvisi e senza remore e vani nostalgismi usarla per crescere.
Euro 12.
