Gesù, rivolto poi a’ suoi discepoli, soggiunse: «Beati gli occhi che vedono le cose che vedete voi. Poiché vi dico, molti profeti e re desiderarono vedere quello che voi vedete, e non lo hanno veduto, ed ascoltare quello che voi udite, e non lo hanno udito».
Luca 10, 23-24
di San Beda Venerabile
Non gli occhi degli scribi e dei farisei, che vedevano soltanto il corpo del Signore, ma sono beati quegli occhi che possono comprendere i suoi misteri , di cui è detto: E li hai rivelati ai piccoli. Beati gli occhi dei piccoli, ai quali il Figlio si degna di rivelare sia sé stesso sia il Padre. Vi dico infatti che molti profeti e re vollero vedere ciò che voi vedete e non lo videro, e udire ciò che voi udite e non lo udirono. Abramo esultò nella speranza di vedere il giorno di Cristo, e lo vide e se ne rallegrò; anche Isaia e Michea e molti altri profeti videro la gloria del Signore, e per questo motivo furono chiamati “Veggenti”. Ma tutti costoro, lo guardarono da lontano e lo salutarono come attraverso uno specchio e in modo enigmatico mentre gli apostoli, avendo il Signore presente e mangiando con lui, e imparando chiedendogli tutto ciò che desideravano, non avevano affatto bisogno di essere istruiti per mezzo di angeli o di varie forme di visioni. Coloro che Luca chiama “molti profeti e re”, Matteo li chiama più chiaramente “profeti e giusti”. Essi sono infatti grandi re perché, non acconsentendo a soccombere agli impulsi delle proprie tentazioni, seppero dominarli e regnare su di essi.
(In Evangelium S. Lucae Expositorium, Lib. III, cap. 10; PL 92, 467

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