Montpellier, autunno 1561
A fine settembre 1561 gli Ugonotti insorgono contro gli “idolatri” cattolici. Il 20 ottobre la folla calvinista fa breccia nella cattedrale devastandola. Tra il 16 e il 19 novembre, le chiese rimanenti vengono confiscate o devastate e il culto cattolico è ufficialmente interdetto. Vengono uccisi 150 ecclesiastici e regolari
Nîmes, 21-22 dicembre 1561
Gli Ugonotti invadono la cattedrale, raccolgono i reliquiari e le immagini sacre e li danno alle fiamme. Dopo di che si devastano le chiese dei dintorni.
Montauban, novembre 1561 – gennaio 1562
Gli Ugonotti irrompono nel Convento delle Clarisse, le quali vengono esposte nude sulla pubblica via. Al culmine delle violenze il culto cattolico è soppresso.
Castres, dicembre 1561
Gli Ugonotti prendono il potere e devastano i luoghi di culto cattolici. Il concistoro riformato ordina la partecipazione coatta di tutti (compresi preti, frati e suore) alla predica calvinista.
Parigi, 27 dicembre 1561
Una delegazione di ugonotti chiede ai cattolici riuniti nella chiesa di Saint-Médard di smettere di suonare le campane, lamentando che il suono disturbi la loro predica. Al rifiuto dei cattolici, uno dei delegati ugonotti estrae un coltello, rimanendo ucciso nella rissa che ne segue. Informati dell’accaduto, numerosi protestanti armati accorrono sul posto, sfondano le porte, fanno strazio dei cattolici e devastano la chiesa.
Nimes, febbraio 1562
Forti dell’editto di di Saint-Germain-en-Laye (17 gennaio 1562) che concedeva loro la libertà di culto[1], i predicatori calvinisti ordinano l’abbattimento della cattedrale e delle altre chiese cittadine e diocesane. Il 23 febbraio, scacciati gli ecclesiastici, mettono mano alle mazze demolitrici.
Orleans, 1562
Il 2 aprile, nel contesto della cosiddetta “prima guerra di religione”[2], il capo ugonotto Luigi I di Borbone, Principe di Condé, prende la città. Il 21 aprile gli Ugonotti avviano la distruzione sistematica delle immagini sacre, delle reliquie e la devastazione di chiese e monasteri. Lo stesso si verifica a Meung-sur-Loire, Beaugency, Jergeau, Tours (Dove furono le fiamme delle reliquie di San Martino e di San Francesco di Paola[3]), Blois, Chinon e Clery.
Lione, aprile 1562 – giugno 1563
La città primaziale delle Gallie viene occupata dai protestanti: la cattedrale e le altre chiese vengono messe a sacco; altari, statue e arredi vengono distrutti; i sacri bronzi vengono fusi per farne armi e monete; vengono bruciate le reliquie di San Bonaventura; Quelle di Sant’Ireneo vengono buttate per Rodano; il clero viene espulso e la messa cattolica proibita.
La Chaise-Dieu, 2 agosto 1562
Le truppe ugonotte occupano l’abbazia di Chaise-Dieu. Gli eretici si accaniscono sulla tomba di papa Clemente VI (+1352) e sui resti mortali del Pontefice, che vengono dati alle fiamme. Negli anni successivi vengono devastate le abbazie di Vabres (1568) e di Aurillac (1569).
Linguadoca, settembre 1567
Nel contesto della cosiddetta “seconda guerra di religione”[4], gli Ugonotti prendono Montauban, Castres, Montpellier, Nîmes, Viviers, Saint-Pons, Uzès, Pont-Saint-Esprit e Bagnols. Dappertutto sono praticate violenze contro il clero, le monache, i cattolici in genere.
Nimes, 30 settembre 1567
Il 30 settembre circa un centinaio cattolici vengono sgozzati e gettati nel pozzo dell’episcopio. È la Michelade. La mattanza continuò nei dintorni di Nimes nei giorni appreso. Similmente ad Alès gli Ugonotti trucidano sette canonici, due francescani e diversi altri ecclesiastici.
La Palma, 15 luglio 1570
40 missionari gesuiti diretti in Brasile vengono trucidati al largo delle Canarie dai corsari ugonotti di Jacques de Sores.[5]
Uzeste, 1577
Nel contesto della cosiddetta “sesta guerra di religione”[6], gli Ugonotti fanno irruzione nella collegiata di Uzeste, mutilano il monumento funebre di papa Clemente V (+1314) e ardono resti mortali del Pontefice.
- L’editto fu emanato dalla reggente Caterina de Medici e fu redatto dal Cancelliere Michel de l’Hôspital, convinto che la fede cattolica e il calvinismo potessero convivere. Il provvedimento regio fu biasimato da papa Pio IV. ↩︎
- La guerra (1562-63) scoppiò a seguito del cosiddetto “massacro di Wassy” del 1° marzo 1562, una zuffa con qualche decina di morti tra gli ugonotti e i soldati del duca Francesco I di Guisa, capo dei cattolici. La parte cattolica ebbe il sostegno finanziario di Pio IV. ↩︎
- «Il 13 d’Aprile del 1562 questi empi, portatisi al Sepolcro di San Francesco, senza punto intenerirsi e compungersi per avervi trovato il suo Santo Corpo fresco ed intero … non lo poterono bruciare se non quando, essendogli mancata la legna, che vi consumarono in gran quantità, adoprarono i legni della Croce d’un Crocifisso grande ed altre Croci degli altari della Chiesa» (“Il martirio postumo di san Francesco da Paola“, da Isidoro Toscano, Vita, Virtù, Miracoli ed Instituto di San Francesco di Paola, Fondatore dell’ordine dei Minimi) ↩︎
- La guerra (1567-68) scoppiò a seguito del fallimento del tentativo da parte dei capi ugonotti, il Principe di Condé e l’Ammiraglio Coligny, di rapire il re Carlo IX e la regina madre Caterina de’ Medici. San Pio V intervenne in favore del re con preghiere e denaro, ma anche inviando contingenti militari. Vedi: “La politica anti-ugonotta di San Pio V” e “Le virtù guerriere di San Pio V, un modello per i Papi e per i Vescovi“. ↩︎
- Sono stati beatificati da Pio IX nel 1854. ↩︎
- La guerra (1576-77) fu la risposta ugonotta alla nascita della Lega cattolica e alla richiesta rivolta al re Enrico III dagli Stati generali di Blois di non doversi tollerare l’esercizio di altra religione fuorché della cattolica. Papa Gregorio XIII aiutò finanziariamente la parte cattolica. ↩︎
Bibliografia consigliata:
- R.F. RHORBACHER, Storia universale della Chiesa Cattolica, v. VIII, Firenze, 1863.
- L. VON PASTOR, Storia dei Papi, voll. VII-IX, Roma,1928-29.
- G. HERGENRÖTHER, Le guerre di religione, le controversie dottrinali, le grandi missioni (Vol. 10 di Storia Universale della Chiesa) ⤵️

