di Red.

Le notizie emerse dalle cronache vaticane tra fine luglio e i primi giorni di agosto 2026 offrono diversi elementi che rimangono nell’ambito del curioso ma non certamente dello stupefacente, a meno che non si consideri la parola in un senso più provocatorio. Dai pronunciamenti in materia liturgica agli adeguamenti nel governo vaticano, fino al protocollo delle udienze private.

In un’intervista rilasciata al magazine britannico The Tablet e pubblicata alla fine di luglio 2026, il Cardinale Arthur Roche, Prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha dichiarato che non risultano intenzioni di modificare, da parte di Papa Leone XIV, il Motu Proprio Traditionis Custodes del 2021, né di ripristinare le disposizioni del Summorum Pontificum del 2007. A ricostruzione di questo orientamento, il quotidiano spagnolo La Razón ha riferito il 2 agosto che, secondo quanto ricostruito dalla testata, lo stesso Cardinale Roche avrebbe preparato su indicazione papale un documento di una pagina e mezza – poi esaminato da Leone XIV – distribuito ai cardinali durante il concistoro del gennaio 2026 per ribadire la conformità del Novus Ordo con la Tradizione intesa come «fiume vivente». E se sul vivente si possono avanzare dubbi, sull’allagamento fluviale di aberrazioni prodotte possiamo pure essere d’accordo.

Ad arricchire questo scenario interviene un’analisi firmata da Edgar Beltrán per la testata The Pillar il 4 agosto 2026. Beltrán ipotizza che Leone possa preferire mantenere la situazione liturgica in una “zona grigia” (gray area), precisando che si tratta di un’interpretazione giornalistica e non di una linea ufficiale annunciata dalla Santa Sede:

  • Normativa formale inalterata: Il quadro legislativo di Traditionis Custodes rimane formalmente in vigore, nonostante le speculazioni maturate in alcuni ambienti tradizionalisti a seguito delle tensioni recenti legate alla Fraternità San Pio X (FSSPX) e ai rapporti con la Santa Sede.
  • Pragmatismo e concessioni locali: Secondo quanto riferito a The Pillar da fonti curiali anonime, si starebbe suggerendo ai vescovi un’applicazione più generosa delle autorizzazioni previste dalla disciplina vigente, accompagnata da gesti informali di accoglienza da parte del Papa verso esponenti legati a questo mondo (tra cui gli incontri con i cardinali Burke e Sarah).

Insomma: quasi il nulla cosmico.

Sul piano dell’ordinamento statale, Leone XIV ha promulgato una nuova Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, che rende permanenti diverse riforme avviate da Francesco. Tra le novità principali, conferma che anche una donna o un laico possono guidare il Governatorato, pur restando il Papa l’autorità suprema dello Stato. In questo solco legislativo – che recepisce la possibilità di includere laici e donne negli organi di governo statali (art. 8) e introduce criteri di trasparenza finanziaria (artt. 13, 14 e 15) – si collocano anche gli sviluppi degli ultimi anni tra cui la nomina di Suor Raffaella Petrini a Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e del Governatorato. Confermata, dunque, la linea di Bergoglio.

A completare il quadro della cronaca di fine luglio, secondo quanto riportato dai canali di comunicazione vaticani e da agenzie di stampa, si è svolto un incontro privato in Vaticano tra il Papa e la cantautrice ultra-progressista americana Patti Smith. L’evento è stato rilanciato sui social media da Padre Antonio Spadaro, Sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, che ha evidenziato in chiave colloquiale le comuni origini di Chicago dei due interlocutori. E se vengono naturali alcune battute su “People have the power“, meglio passare oltre.

Alla luce di questo affresco, continuare a mostrare sconcerto o meraviglia di fronte al corso degli eventi significa rifiutare di vedere il filo conduttore che unisce le premesse alle loro naturali conseguenze. Dalle catastrofi liturgiche alla secolarizzazione del governo curiale, fino ai ricevimenti di corte per l’intellighenzia liberal, non assistiamo a colpi di scena o a imprevedibili deviazioni, ma alla semplice esecuzione del programma inaugurato sessant’anni fa.

Il disastro del Vaticano II ha imposto una nuova grammatica: pretendere oggi che da quell’albero germoglino i frutti della Tradizione o che la gerarchia ritrovi d’incanto il senso del sacro e dell’ordine divino è un esercizio di ingenuità non più giustificabile. Non ha alcun senso continuare a scoprire l’acqua calda ogni mattina davanti all’ennesimo strappo o all’ennesimo compromesso. Quando si sceglie di sintonizzare la gerarchia sullo spirito del secolo, le conseguenze smettono di essere una sorpresa: diventano, molto più banalmente, una logica matematica.


Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, rimandiamo a: Parole chiare sulla ChiesaGolpe nella ChiesaBuona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggiLa rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuroMagistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristianoL’illusione liberale.


Fonti Principali

  • The Tablet: Intervista al Cardinale Arthur Roche, Prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (fine luglio 2026).
  • The Pillar: Analisi di Edgar Beltrán, “Is Pope Leo maintaining a TLM ‘gray area’?” (4 agosto 2026).
  • La Razón: Ricostruzione giornalistica sul documento di sintesi per il concistoro cardinalizio (2 agosto 2026).
  • Santa Sede / Vatican.va: Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano (promulgata il 13 maggio 2023).
  • ANSA / Canali di comunicazione vaticani: Resoconti sulle udienze private ed elementi di cronaca di fine luglio 2026.

Seguite Radio Spada su: