di San Tommaso d’Aquino

Da questa espressione «principe di questo mondo» i Manichei deducevano erroneamente che il diavolo fosse il creatore e il signore assoluto dell’universo visibile. In realtà, occorre precisare che il diavolo è detto «principe di questo mondo» non per un diritto naturale o per legittimo dominio, ma per usurpazione: sono gli uomini mondani che, disprezzando il vero Signore, si sono assoggettati a lui spontaneamente. Come scrive l’Apostolo: «Il dio di questo mondo ha accecato la mente degli increduli» (2 Cor 4,4). Egli è dunque «principe» solo in quanto domina su quanti vivono secondo il mondo, i quali – come osserva Sant’Agostino – sono sparsi su tutta la terra. La parola «mondo», infatti, nelle Scritture assume un duplice valore: talvolta è usata in senso negativo per indicare chi ama i beni terreni, come quando si dice che «il mondo non lo ha riconosciuto» (Gv 1,10); altre volte è usata in senso positivo per indicare i giusti che, pur vivendo quaggiù, hanno la loro vera cittadinanza nei cieli, secondo le parole di Paolo: «Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo» (2 Cor 5,19).

Super Io., cap. 12 l. 5


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