del Guelfo Rosa

Rapidamente, perché i fatti non sembrano richiedere troppo spazio e la questione generale è già stata affrontata anche nel passato recente.

Il brodo di giuggiole nel quale sono sprofondati i conservatori della rivoluzione per qualche frase contro l’aborto e alcune folle radunate qui e là era largamente prevedibile anche per questo viaggio di Prevost in Francia.

Sgombriamo subito il campo: se anche Leone avesse celebrato la messa tridentina all’Abbazia di Saint-Germain-des-Prés – luogo simbolo del martirio dei cattolici francesi – e se pure avesse tuonato non solo contro l’infanticidio ma persino contro il divorzio, ben poco sarebbe cambiato a schema liberale vigente. Si sarebbe trattato dell’ennesima variante nel campo della sensibilità, ma sempre nel quadro di una sovversione che ammette tutte le posizioni nel suo pantheon, a condizione che sottoscrivano i suoi principi di fondo. Ovviamente Leone non solo si è ben guardato dal mettere radicalmente in questione il morbo ideologico che imperversa nella società europea da secoli e nella Chiesa universale da decenni, ma di messe tridentine papali nel paese più «trad» che ci sia – ça va sans dire! – neanche l’ombra.

È stato insomma il solito viaggio-evento internazionale, con i soliti richiami al diritto naturale (fatte salve, appena rientrati a Roma, nomine che vanno nella direzione opposta), con le solite folle (che da decenni si vedono ovunque, e che spariscono dalle chiese quando la delegazione vaticana è ancora sulla scaletta dell’aereo), con i soliti entusiasmi del mondo conservatore-moderato (basati sulla accurata selezione delle dichiarazioni, con poco peso a quelle indifferentiste e liberali), con le solite delusioni del giorno dopo (quando, appena passata la foga, si vede che in Vaticano tutto continua come prima e nel Paese visitato peggio di prima), con le solite statistiche sui giovani e magari sulle «conversioni» (che tacciono puntualmente sul tasso di abbandono dei sacramenti dopo la Cresima, e soprattutto sull’oggetto della conversione… al cattolicesimo o alla sua versione light?).

Dunque sì, tutto secondo programma, in un Paese nel quale persino la maggioranza della pseudo-destra neo-lepenista ha votato per l’aborto in costituzione e in una società (non solo francese) nella quale non si dice mai no ad eventi pop che – tra curiosi, selfie e comitive chiassose – mandano in scena l’ennesimo assembramento. Ci sono state anche persone arrivate lì per cercare genuinamente un momento di spiritualità? Senza dubbio. Ma occhio ai sogni, perché tanti erano alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, un po’ meno sul Calvario che – lo ricordiamo – al netto delle devianze degli ultimi 60 anni è il luogo dello stesso sacrificio della Santa Messa.

Del resto pure Bergoglio chiamava sicari i medici abortisti e poi omaggiava Emma Bonino, diceva che c’era troppa fro*iaggine nei seminari, non senza domandarsi su qualche volo «chi sono io per giudicare?». Ma la scuola è ormai vecchia: basti pensare a Ratzinger che parlava contro il relativismo un giorno e un altro pregava in moschea. Siamo di fronte al classico schema modernista illustrato in Pascendi per cui si può sostenere a stretto giro A e non-A, accontentando e scontentando tutti.

Non c’è bisogno di dilungarsi sui discorsi liberali e indifferentisti fatti in questi giorni da Leone in Francia, è irrilevante se si è capito il punto.

Certo, il successore di Francesco comunica in modo più fine e meno provocatorio di chi lo ha preceduto. Ma se basta questo per mandare in tilt certi compassati analisti vuol dire che il dato più rilevante non sta tanto nei cambiamenti nella gestione mediatica del Vaticano, ma nell’abbassamento (anche questo netto e prevedibile) del livello di discernimento dopo decenni di neomodernismo galoppante.

L’asticella è inevitabilmente più bassa e le bocche buone abbondano, insieme ai furbastri e ai «tentenna» di professione.

Sipario.


Come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, rimandiamo a: Parole chiare sulla Chiesa, Golpe nella Chiesa, Buona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggi, La rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuro, Magistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristiano, L’illusione liberale.


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