di Giustino di Mieckow O.P. (1591-1649)

Le singole lettere di questo nome dichiarino in modo mirabile le proprietà, gli attributi e l’eccellenza della Beata Vergine, sebbene non ignori che tali spiegazioni siano più pie che rigorose.

M mostra la beata Vergine come Madre di misericordia e Mediatrice del mondo. Per questo San Bernardo, nell’opuscolo sulla Beata Vergine Maria, dice: «Quale luogo c’è per la miseria, che la Madre di misericordia non escluda?». E di nuovo: «Felice mediatrice Maria, che ha offerto l’antidoto della salvezza a uomini e donne».

A dimostra che è Avvocata. Essa è infatti colei a cui cantiamo: «Orsù dunque, avvocata nostra».

R insegna che è Riparatrice delle rovine, sia angeliche sia umane. Dice San Bernardo nel sermone che comincia con le parole Tempus loquendi: «Per te, o Vergine felicissima, il cielo si è riempito e l’inferno si è svuotato; per te sono state restaurate le rovine di Gerusalemme e ai miseri in attesa è stata resa la vita».

I indica che è Illuminatrice della Chiesa, sia militante sia trionfante. Siracide 24,6: «Io ho fatto sorgere nei cieli una luce inestinguibile»..

A designa che è Ausiliatrice della nostra infermità, sia in vita sia in morte, anzi persino dopo la morte. Così infatti Origene, nel sermone sulla Beata Vergine Maria, dice: «È misericordiosa e piena di grazia, e perciò non potrà trattenersi dal provar misericordia per chi invoca il suo nome».

Discursus praedicabiles in Litanias Lauretanas, t. I, Neapoli, 1857, pp. 186-187 


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