di Luca Fumagalli

Paolo Gulisano, medico e scrittore, è appena tornato nelle librerie con un nuovo saggio, questa volta dedicato alle vicende che portarono alla nascita del Celtic FC, celeberrimo club calcistico scozzese e uno dei più titolati in assoluto.

Al di là della passione storico-culturale che lega da sempre l’autore alla Scozia, dietro Dio, palla e famiglia, pubblicato per la casa editrice Àncora, vi è anche un elemento più personale, che ha a che fare sia con il suo essere tifoso – Gulisano è tra i fondatori del Celtic Supporters Club di Lecco – che con la sua fede cattolica. Il Celtic, infatti, nacque a Glasgow per iniziativa di un religioso marista originario della contea di Sligo, Fratel Walfrid, uno dei tanti uomini di Chiesa che nella metà del XIX secolo operava per venire incontro alle esigenze dei poveri immigrati irlandesi, discriminati e costretti a vivere stipati in quartieri-ghetto. Del resto lui stesso aveva conosciuto nella sua infanzia la carestia e la fame, e si era traferito in Scozia quando aveva solamente quindici anni. Non diventò mai prete, ma da religioso si occupò di insegnare nelle scuole primarie, convinto che l’educazione fosse l’unica concreta speranza di riscatto sociale. Dato che il calcio era allora in forte ascesa e non richiedeva grosse spese, pensò di creare una squadra composta dai suoi ragazzi così da organizzare partite di beneficenza i cui incassi sarebbero serviti per sostenere i poveri, per portare cibo sulle loro tavole.

Il Celtic venne costituito formalmente il 6 novembre 1887. La sede era la parrocchia di St. Mary, nel quartiere di Carlton, e il nome, così come i colori della divisa, ossia il bianco e il verde, costituiva un facile richiamo alle comuni radici celtiche degli scozzesi e degli irlandesi. Simbolo di unità è pure il quadrifoglio, che andò a sostituire l’iniziale croce celtica, composto dal tradizionale trifoglio d’Irlanda a cui si volle aggiungere un’ulteriore foglia a rappresentare la Scozia. Da squadra “dell’oratorio”, col passare del tempo, il Celtic divenne una formazione professionistica a tutti gli effetti, senza mai dimenticare però gli scopi e le finalità per cui era stata fondata. Tant’è che ancora oggi la società, nelle sue varie diramazioni, continua a essere impegnata nella raccolta di fondi da destinare alle opere di carità. Fra Walfrid, il cui nome di battesimo era Andrew Kerins, non poté naturalmente vivere fino a vedere il suo club alzare la Coppa dei Campioni, nel 1967, ma ebbe almeno la soddisfazione di seguire i primi sviluppi di un progetto che contribuì a fare del gran bene (anni dopo, a Londra, tentò un esperimento analogo fondando anche lì una squadra, il London Celtic, che tuttavia ebbe vita breve).

A differenza dei rivali dei Rangers, riferimento dei protestanti unionisti, il Celtic era sì una formazione identitaria, legata tanto alla Chiesa quanto alla causa nazionalista irlandese, ma non faceva alcuna discriminazione nell’accettare nuovi ingressi tra le sue fila. Ciononostante i tifosi vengono ancora spezzatamente chiamati “feniani” dai loro avversari e nel corso della storia del club non sono mancati gli scontri e le violenze. Sul Celtic, in altre parole, venne riversato tutto l’odio di un certo establishment, ma ciò, in fondo, non fece altro che rinsaldare quello spirito d’appartenenza ben testimoniato dall’inno ufficioso della squadra, You’ll never walk alone, un invito alla speranza che non viene mai meno.

Nel libro di Gulisano vi è questo e tanto altro. L’autore non lesina interessanti approfondimenti sulla storia d’Irlanda, concentrandosi in particolare sulla Grande carestia e sulla situazione socio-politica di un’isola vessata dagli inglesi; si parla anche di quei sacerdoti e vescovi illuminati che hanno permesso di migliorare le condizioni dei cattolici in Scozia. Non mancano nemmeno i ritratti dei laici di spicco, su tutti il Marchese di Bute, affascinante figura di ricco possidente che donò buona parte delle sue ricchezze per far fronte alle miserie dei più.

Insomma, Dio, palla e famiglia merita di essere letto anche da chi non è un entusiasta del calcio proprio per la ricchezza e la varietà dei suoi contenuti che offrono un sintetico sguardo d’insieme sulle vicende della comunità cattolica delle isole britanniche, una delle più affascinanti e martoriate dell’Europa occidentale.

Il libro: Paolo Gulisano, Dio, palla e famiglia. Fra Walfrid e la nascita del Celtic Football Club, Àncora, Milano, 2026, 160 pagine, 17 euro.

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