Commento di Cornelio a Lapide S.I. [1] al monito paolino: «Uno è il Signore, una la fede, uno il battesimo» (Eph. IV, 5). Da meditare in relazione ai reiterati insegnamenti e atti di natura ecumenica e interreligiosa da parte delle autorità ecclesiastiche.

Una sola è la fede che ci conduce a Dio e alla salvezza, non molte; uno solo è il Signore, non molti. Chiaramente, dunque, errano e conducono all’errore e alla perdizione eterna i nostri Politici e Libertini, i quali promettono la salvezza ai propri seguaci sia nella fede di Lutero, di Calvino, di Menno e in qualsiasi altra, sia nell’unica fede Cattolica Romana, purché credano che Cristo sia il redentore e vivano onestamente. È infatti certo che queste non sono un’unica fede, ma fedi diverse e distinte. L’Apostolo, invece, insegna che vi è una sola fede vera, che è la retta via per la salvezza. Da ciò consegue che le fedi differenti e diverse da questa vera fede – anzi a essa contrarie – non sono fede, ma infedeltà, la quale conduce non al cielo, ma alla Geenna.

Commentaria in sacram scripturam, t. XI, Nespoli, 1858, pp. 417-418


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  1. Cornelio a Lapide S.I. (latinizzazione di Cornelis Cornelissen van den Steen; 1567–1637), è stato un celebre esegeta fiammingo. Professore di Scrittura prima a Lovanio e poi a Roma, è noto principalmente per la sua monumentale opera di commento a quasi tutti i libri della Bibbia (fatta eccezione per i Salmi e il Libro di Giobbe). I suoi commentari, che fondono rigore filologico, dottrina patristica e afflato omiletico, godettero di una straordinaria diffusione e sono tuttora considerati un caposaldo dell’esegesi cattolica della Controriforma. Sul blog abbiamo pubblicato alcuni estratti della sua opera esegetica. ↩︎

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